LA CRIOLIPOLISI

Nuove Tecniche Per Modellare Il Corpo

 

 

Scoprire nuove tecniche per modellare il corpo è interessantissimo alle soglie della bella e nuova stagione.
Perchè un corpo sia così ben modellato e proporzionato tutti i medici sono d’accordo nell’affermare che ci vuole una sana dieta per modellare il corpo prima di intervenire con le nuove tecniche.

Le nuove tecniche per modellare il corpo sono la seconda fase di un percorso di bellezza che ogni donna intende fare.
La più recente e interessante tra le nuove tecniche per modellare il corpo è la criolipolisi, ovvero la riduzione del grasso grazie al freddo.
Tra le nuove tecniche proposte questa è rivoluzionaria ed è il frutto di attenti studi volti a calcolare con precisione tempi, temperature e modalità per far si che il freddo vada a colpire le cellule adipose senza danneggiare il tessuto circostante.

Tra le nuove tecniche per modellare il proprio corpo c’è la Bodytite la quale aiuta a ridurre i centimetri e a rassodare i tessuti, quindi oltre alla liposuzione classica o applicata al laser una soluzione sempre valida per un risultato in 3 d anche in punti difficili da raggiungere o quando c’è da aspirare un po’ di più.

Tra le nuove tecniche per modellare il corpo c’è la cripolisi, tecnica non invasiva che non provoca dolore e non lascia cicatrici, è sempre efficace e può essere eseguita in tutte le stagioni.
Questa è una delle tecniche giuste per ridurre gli accumuli di grasso localizzato quando questi possono essere contenuti nella coppa di aspirazione.
L’apparecchiatura dispone di applicatori di due misure che possono essere ben usati per i fianchi, interno coscia e addome.
Il medico valuterà il caso singolo prima di proporre quali delle nuove tecniche per modellare il corpo sia più adeguata al caso singolo.

Un’altra delle tecniche per modellare il proprio corpo è quella che permette di ridurre il grasso in eccesso e contemporaneamente rendere più tonica la pelle rilassata.
Questa è una soluzione indicata per il trattamento dell’interno coscia o delle braccia, oltre che addome quando la presenza del grasso non è il solo problema.

Quando invece il tessuto adiposo è diffuso su un’ampia zona e la pelle non presenta cedimenti tra le nuove tecniche per modellare il corpo la più indicata è la liposuzione classica, pura e semplice oppure abbinata al laser.
In questo caso il chirurgo dopo aver studiato le aree da trattare inserisce una sottilissima cannula da una piccola incisione e procede all’aspirazione.
Per rompere le cellule di grasso usa la cannula eseguendo un movimento ad arco di violino.

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Differenze tra vecchi e nuovi solarium e regole per la corretta esposizione 

Innanzitutto volevo sapere la differenza tra le vecchie lampade e le attuali (cosiddette a norma).

Si parla sempre di solarium in maniera generica ma ne esistono diverse categorie.
È un po’ come parlare di automobili: in circolazione ne esistono utilitarie, suv, nuove o di 20 anni senza manutenzione. I solarium prodotti oggi, dal punto di vista delle sicurezze elettriche e dell’emissione sono molto diversi da quelli di soli 10 anni fa. Si possono identificare tre grandi generazioni di solarium, quelli prodotti prima dell’avvento del marchio CE, ovvero immessi nel mercato fino al 1996 quelli costruiti nel dettato della Norma CEI EN 60335-2-27 e successive integrazioni e da ultimo quelli commercializzati successivamente al 23 Luglio 2007. Nel corso del tempo queste disposizioni hanno fatto sì che aumentassero progressivamente le sicurezze elettriche e meccaniche e diminuisse la potenza in termini di ammontare di radiazioni (RUV) emesse sull’utilizzatore. I solarium oggi commercializzati possono avere un’emissione massima intesa come somma di UVB + UVA uguale a 0,3 Watt/mq che equivale ad una capacità abbronzante massima uguale a quella del sole, al livello del mare in una giornata tersa, all’altezza dell’equatore.
Che differenza c’è tra le lampade a raggi uva e uvb? E quali sono più diffuse in Italia?
Non esistono lampade a uva o uvb. Tutte le lampade emettono entrambe le lunghezze d’onda poiché entrambe sono necessarie per la produzione e l’ossidazione della Melanina. 

Quale è il decalogo della corretta esposizione al quale attenersi (tempi, utilizzo di occhialetti, filtri solari, pressione della lampada)?
Le apparecchiature abbronzanti, nel momento in cui rispondono alle Norme imposte dalla Legge, non fanno altro che fornire alla pelle una luce realizzata con gli stessi identici elementi con cui si forma la luce solare. E’ pertanto scorretto, nel momento in cui il solarium sia a norma, pensare che vi siano delle differenze tra luce solare e luce prodotta da solarium; che la luce solare faccia bene mentre quella artificiale sia pericolosa e dannosa. Trattandosi della stessa “cosa”, luce solare e luce artificiale sono caratterizzate dai medesimi pro e contro: la giusta quantità fa bene, l’eccesso fa male. I costruttori per ogni modello prodotto sono tenuti a fornire dati molto precisi sull’utilizzo e le Estetiste a combinare queste indicazioni con il tipo di pelle dell’utente. Se quanto risulta dalla leggi in vigore è correttamente applicato fare un solarium e come esporsi al sole con un’estetista al fianco che ci consigli il corretto tempo di esposizione per assumere solo i benefici di un bagno di sole.
Bisogna però saper scegliere un istituto di qualità , quindi è bene :
Essere sicuri che l’addetto del centro si preoccupi della vostra pelle e vi indichi il giusto tempo di esposizione
Meglio ancora se l’addetto vi propone un programma di abbronzatura con almeno tre sedute, di diversa durata scadenziate con almeno due giorni l’una dall’altra
Il consiglio è quello di frequentare centri con apparecchiature nuove, o almeno che non abbiano più di 10 anni
Cercate di verificare se sono state correttamente mantenute (a volte qualcuno espone dei cartelli con le date delle ultime manutenzioni, un po’ come avviene per gli ascensori)
Verificate che le apparecchiature abbiano il marchio Ce e meglio, molto meglio, se hanno anche un marchio di qualità, come ad esempio il tuv o imq All’interno delle cabine devono essere esposte le dichiarazioni del costruttore sul solarium e le avvertenze generiche per una corretta abbronzatura
I solarium devono essere ben ventilati e non deve essere possibili toccare parti elettriche o in movimento e o vetri
Insomma la qualità va ricercata sia nella professionalità dell’addetto del centro che nell’apparecchiatura.
Detto questo, come per il sole, anche per il solarium
Gli apparecchi UV non devono essere utilizzati da persone che si bruciano senza abbronzarsi quando si espongono al sole, da persone che soffrono d’eritema solare, da bambini o da persone che soffrono di o hanno precedentemente sofferto di neoplasia cutanea o che sono predisposte a neoplasia cutanea.
Prima di una seduta abbronzante devono essere prese le seguenti precauzioni:
Rimuovere i cosmetici prima dell’esposizione e non applicare creme o prodotti non specifici
I soggetti trattati devono portare sempre gli appositi occhialini di protezione e non devono fissare l’emettitore: gli occhi non protetti possono subire infiammazioni superficiali e, in certi casi, la retina può essere danneggiata dopo un’esposizione eccessiva
Astenersi dall’esposizione durante i periodi in cui vengono assunti farmaci che aumentano la sensibilità alle radiazioni ultraviolette; in caso di dubbio, consultare il medico
Non esporsi al sole nello stesso giorno
Seguire le raccomandazioni sulla durata, gli intervalli fra le esposizioni che l’estetista vi fornirà combinando le caratteristiche della vostra pelle con quelle del solarium che utilizza
Non assumere posizioni inadatte al tipo del solarium
Seguire rigorosamente il programma d’esposizione raccomandato tenendo conto dei tempi e delle modalità di esposizione, degli intervalli fra le esposizioni e della sensibilità individuale della pelle
Far passare almeno 48 ore tra le prime due esposizioni
Il tempo di esposizione raccomandato per la prima seduta non deve essere superiore a quello indicato nelle tabelle previste per l’apparecchiatura che si utilizza
Prima della seduta abbronzante è necessario accertarsi di non aver fatto uso di farmaci che possono creare fotoreazioni allergiche: in ogni caso, qualora si siano assunti farmaci, è necessario chiedere il parere di un medico
Prima della seduta abbronzante la pelle deve essere pulita, senza creme o altri tipi di prodotti cosmetici, fatta eccezione per le apposite creme destinate all’utilizzo con uv
In caso di pelli particolarmente chiare (Fototipo 1 e 2) è necessario porre particolare attenzione, per le prime sedute, alle zone dei glutei e del seno. 

L’attuale normativa europea, recepita dall’Italia, garantisce il rispetto delle regole in ambito di valutazione del rischio e dell’uso di questi macchinari?
Nel nostro Paese c’è una differenza importantissima rispetto al resto dell’Europa ovvero che l’utilizzo esclusivo dei solarium è affidato alle Estetiste, la professionalità delle quali assieme alle indicazioni del costruttore, costituisce una garanzia aggiuntiva sul loro corretto utilizzo. In molti Paesi Europei la legge non prevede figure professionali qualificate per la gestione dei solarium. Spesso esistono centri abbronzatura completamente automatizzati, senza alcuna supervisione, in altri Paesi l’autorizzazione ad aprire un centro abbronzatura si consegue con corsi di abilitazione di poche centinaia di ore.
L’Italia però, ancora deve recepire completamente la Normativa Europea poiché i suggerimenti della Direzione Generale Della Commissione Europea per la Salute e la Tutela del Consumatore raccomandavano, dopo il 23 Luglio 2007, che tutti i paesi della Comunità avrebbero dovuto predisporre un periodo entro il quale il parco macchine esistente a quella data, doveva essere adeguato ai nuovi limiti massimi di emissione. Questo ancora non è stato fatto. C’è quindi una responsabilità delle Istituzioni che finisce per penalizzare tutto il settore dell’Estetica, spesso colpevolizzato ingiustamente.

I controlli delle Asl vengono fatti solo per verificare l’emissione di raggi della lampada e il corretto funzionamento, ma non l’utilizzo giusto o sbagliato che ne fanno i consumatori?
La maggior parte dei controlli effettuati dalle Asl sono di natura formale, ovvero rivolti alla verifica dei documenti che devono essere a disposizione del titolare del centro di Estetica: manuale di Uso e manutenzione, libretto di manutenzione, etichetta con numero matricola e marchio CE sul solarium, dichiarazione di conformità di irradianza e avvertenze per l’utilizzatore esposte in cabina.
Purtroppo sono ancora poche le Asl che intervengono con una misurazione reale dell’emissione, quando lo fanno solitamente sono affiancate dai tecnici dell’ARPA locale, dotati degli strumenti necessari. Il controllo sull’emissione garantirebbe l’attenzione, anche dei costruttori più piccoli al severo rispetto della Normativa e, conseguentemente ad apparecchiature sempre più sicure.



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Ad ogni trattamento la sua cabina ideale

Dimensioni, attrezzature e… atmosfera

Entro dalla mia estetista e mi chiedo perché non abbia ancora cambiato il suo modo di intendere l’ambiente in cui lavora. Eppure è attenta e aggiornata sulle novità del mercato…ma il suo centro manca di spazio, di comfort e atmosfera. Troppe cose, tutte concentrate in poco spazio e così, mentre mi sta facendo la ceretta, per potersi muovere, l’operatrice di turno, è costretta a muovere il lettino con me sopra, per poter lavorare.

Ora, vi chiederete come mai, una , amante del comfort e delle SPA accetta una cosa del genere?

Semplicemente perché la ceretta come la fanno loro, non la fa nessuno.


Per il resto passo sopra, al telefono che squilla, il campanello della porta che suona, alla vicina di cabina che racconta i suoi problemi di cuore alla terapista mentre si fa massaggiare e …l’elenco è ancora lungo ma preferisco lasciare perdere. 

come dovrebbe essere la “cabina ideale” dell’EstetiSPA. 

Ed ecco che ho pensato che anche altre di Voi potrebbero avere necessità delle stesse risposte.

L’Isituto dovrebbe avere una sua caratterizzazione iniziale che faccia da filo conduttore in ogni ambiente.

La cabina ideale dovrebbe essere multifunzione, cioè al suo interno dovete poter eseguire sia trattamenti viso che corpo e, per essere funzionale per voi e confortevole per il vostro cliente, dovrebbe avere una dimensione di almeno 2,80 di larghezza e 3,70 di lunghezza.
Al suo interno dovete prevedere: 1) Il lavabo 2) Un mobile per la biancheria, meglio se suddiviso in due (materiale pulito da un lato e sporco dall’altro) 3) Uno Scalda spugne e salviette
4) Uno scaldafango o alghe
5)
Un carrello per i prodotti
6) La doccia
7) Una zona per far cambiare la cliente
8)
Il lettino, che deve avere almeno due snodi, per agevolare i trattamenti viso e il drenaggio della parte bassa del corpo.
Per poter lavorare al meglio, il lettino dovrà essere posizionato al centro della cabina. Voi avete bisogno di lavorare su tutti quattro i lati, per cui dovete prevedere uno spazio di lavoro di ca. 70 cm per lato del lettino.

Tutto il resto dell’attrezzatura sopra elencata è bene che sia posizionata su un solo lato della cabina, mentre la zona “vestibolo” e doccia è bene si trovino vicino all’ingresso della cabina.

Mentre le apparecchiature che sono previste per i vari trattamenti verrano portate all’interno della cabina durante l’allestimento, prima dell’arrivo della cliente.

Consigli SPA – Come preparare la cabina

Per rendere un trattamento viso vera “Indulgenza” tutto deve essere perfetto, compresa la preparazione della cabina.
Di certo avrete bisogno di luce, in questo caso potete accogliere il vostro cliente in un ambiente comunque ovattato, avendo cura di aver accesa la lampada per il viso, in questo modo l’ambiente sarà accogliente ma non “accecante”. Musica soffusa e brucia essenze acceso.
Il lettino professionale con gli snodi sarà in posizione di “seduta”.
Abbiate cura di posizionare una termo-coperta sopra la quale avrete posizionato il coprilettino in spugna e sopra ancora un telo di spugna grande. La cabina deve apparire ordinata, per cui avrete già curato l’allestimento del carrello prodotti che userete, prima dell’arrivo del vostro cliente (sono certa che prima di un trattamento al viso personalizzato avrete sicuramente fatto un check up della pelle per capire quale sia la metodica e la linea di prodotti da usare), niente di più di quello che userete.
Prodotti per la detersione, eventuale prodotto per il peeling, maschera, crema per massaggio finale, ciotole, pennelli, salviette mentre le spugne per asportare eventuali residui di prodotto dal viso, le avrete predisposte a mollo in acqua calda, in questo modo sarà piacevole per il vostro cliente riceverle sul viso, dopo che le avrete opportunamente strizzate.
L’arredo (meglio scegliere armadiature basse) vi aiuterà a tenere nascosti alla vista altri prodotti e il vario materiale di consumo (del resto spesso queste cabine sono multifunzione per motivi di spazio dell’Istituto).
Ricordatevi che nella cabina deve esserci anche uno specchio oltre al lavandino e uno o due scaffali sui quali poter appoggiare le confezioni dei prodotti per l’Home Care relativi al trattamento che state per effettuare (lo so può sembrare macchinoso cambiare “la vetrina” ad ogni singolo trattamento, ma voi non potete immaginare quanto questo vi possa aiutare per la vendita).


Se lo avete previsto, fate indossare al vostro cliente la “cappa” monouso, in caso contrario dovrete dar modo al vostro cliente di spogliarsi in tranquillità lasciandogli a disposizione un telo di spugna (sempre arrotolato, mi raccomando) con il quale potersi coprire il busto. Una volta che il vostro cliente si è accomodato sulla poltrona, con un telo di spugna piccolo, fate il classico “turbante” per evitare di sporcare i capelli (io personalmente trovo più gratificante la spugna piuttosto che la classica fascetta monouso) a questo punto posizionate la poltrona orizzontalmente e regolatene l’altezza che vi possa agevolare nel vostro lavoro. Prima ma anche durante, è bene spiegare al vostro cliente, esattamente i vari passaggi del trattamento che vi apprestate a realizzare, in questo modo il vostro cliente non verrà colto impreparato dalle vostre manovre e voi sarete agevolate nel proporre al termine del trattamento i prodotti per l’Home Care

La metodica e il trattamento sono …Vostri, l’ultimo consiglio Spa per voi, è il seguente: al termine del trattamento viso lasciate il vostro cliente solo in cabina per il tempo necessario che vi serve a preparare un tisana o un the oppure qualsiasi altra bevanda abbiate previsto di offrire. Al vostro rientro in cabina posizionate nuovamente il lettino in “seduta” per agevolare sia l’assunzione della bevanda che avrete portato con voi, sia per facilitare la discesa del vostro cliente.

 
SEMPLIFICAZIONE PER LE AZIENDE DEL BENESSERE

Recepite, all’interno del cosiddetto “Decreto Salva-Italia” le richieste di Confartigianato in ordine allo smaltimento dei rifiuti pericolosi infettivi per le imprese del comparto del benessere.
Il Decreto legge 6 dicembre 2011 n. 201, convertito nella Legge 22 dicembre 2011 n. 214 prevede, infatti, che le imprese ed i lavoratori autonomi esercenti le attività di estetista, acconciatore, trucco permanente e semipermanente, tatuaggio e piercing che producono rifiuti pericolosi a rischio infettivo possono trasportarli, in conto proprio, per una quantità massima fino a 30 chilogrammi al giorno, sino all’impianto di smaltimento tramite termodistruzione o in altro punto di raccolta, autorizzati ai sensi della normativa vigente.
Di particolare importanza risulta la decadenza dell’obbligo di compilazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti nonché dell’obbligo di comunicazione al Catasto dei rifiuti (tramite il MUD), che si intendono assolti attraverso la mera compilazione e conservazione, in ordine cronologico, di copia dei formulari di trasporto, già peraltro prevista dal Decreto Legislativo n. 152/2006.
“Accogliamo con grande soddisfazione” commentano il Presidente di Confartigianato Benessere Lino Fabbian e la  Presidente degli Estetisti di Confartigianato Anna Parpagiolla  “questo primo positivo riscontro all’impegno profuso dalla Confederazione nei confronti della semplificazione in materia ambientale, sia pure limitatamente ad uno specifico ambito merceologico e relativamente ad una particolare tipologia di rifiuti pericolosi”.
Si continua a lavorare al fine di individuare le migliori soluzioni relativamente agli altri rifiuti prodotti, soggetti al Sistema di tracciabilità elettronica SISTRI, la cui data di avvio dell’operatività per le imprese fino a 10 dipendenti non potrà essere antecedente al giugno 2012.
 “E’ una battaglia portata avanti con convinzione dalla nostra Categoria” aggiunge Fabbian “e nei prossimi mesi continueremo a collaborare fattivamente con il competente ufficio confederale affinchè le imprese del benessere  vengano definitivamente escluse da tali adempimenti”.
Roma, 12 gennaio 2011

L’ABBRONZATURA.

Premesse

L’esposizione al sole o alle lampade invecchia la pelle… su questo non c’e’ alcun dubbio, per cui, meno ti esponi al sole, meno rovini la pelle.  “Purtroppo” il pallore della pelle non giova  ne’  alla bellezza e ne’ all’idea che si fanno gli altri della nostra salute: Ti fai una lampada, esci, e chiunque incontri ti dice “Ti trovo bene”…  se poi sono due giorni che non dormi e hai l’influenza va’ bene lo stesso :))))

Un colore quantomeno non pallido e’ indispensabile per un “bell’aspetto” per cui “ci tocca”. La “corretta gestione” della questione ci impone però di evitare di voler tenere costantemente un colore troppo scuro se la carnagione naturale e’ molto chiara perchè ci espone ad una assurda accelerazione dell’invecchiamento della pelle. Insomma cerchiamo un equilibrio corretto costi/benefici dove il costo e’ l’invecchiamento della pelle e il beneficio e’ l’essere più “belli”.

Sole o lampade?

Si e’ letto e sentito di tutto sulle lampade e molte persone sono quantomeno disorientate.

Proviamo a fare chiarezza partendo dalla seguente affermazione: posto che comunque l’esposizione agli ultravioletti non fa’ bene alla pelle, la “lampada” fa comunque molto meno male del sole a parità di abbronzatura.

Vorrei evitarti una lunga teoria sulle onde e radiazioni ma credo che almeno quattro cose sia utile che tu le sappia. La radiazione che stimola l’abbronzatura e’ la “ultravioletta” che e’ una parte della radiazione emessa dal sole. Nell’ambito degli ultravioletti distinguiamo le bande A,B e C.  I raggi compresi nella banda definita A sono i responsabili della abbronzatura e non sono in grado di causare ne’ scottature ne’ ustioni cosa di “competenza” di quelli compresi nella banda definita B.   Durante l’esposizione al sole ti metti delle creme chiamate “filtri solari” (  quelle funzionano, usale! :))) che servono proprio a lasciare passare i raggi A e bloccare i B e i C.

Nelle lampade tale funzione e’ espletata dal “filtro” Ovvero la luce generata dalla lampada e’ UV a spettro completo, poi il filtro blocca le componenti B e C cercando di essere il più possibile trasparente alle A. Tale filtro e’ assolutamente molto più efficace delle creme solari per cui e’ possibile irradiare più raggi A diminuendo al minimo gli altri. Va da sé che, a parità di irradiazione di raggi A,  le lampade facciano molto meno male del sole.  N.B. Tutte quelle storie che sentivi in giro anni fa’ tipo “In quel centro le lampade fanno male perché  non cambia i filtri” sono ancora tutte balle. I filtri delle lampade non sono soggetti a degrado. L’unica cosa che si degrada e’ la fonte di luce (lampadina o tubo) che con il tempo produce meno ultravioletti, quindi, casomai, fa’ meno male.

Limitare il più possibile l’esposizione alle bande B e C e’ importante e va ben gestita. Facendo, ad esempio, una serie di calcoli sui flussi (non ti preoccupare non mi sogno di riportarli qui! :))))  sono arrivato alla conclusione che il bagnante medio che va’ al mare per venti giorni e torna “nero” , sia pure impiegante creme protettive, si espone a una quantità di raggi delle bande B e C  paragonabili a quelli che subisco io mantenendo una abbronzatura media tramite lampada ad alta pressione per tutto l’anno.

Lampade: alta pressione, bassa pressione,”lettini” e “docce”.

Facciamo un po’ di chiarezza perchè il mercato come al solito tende ad aumentare la confusione per poterti “fregare” il più possibile.

I tipi di generatori di raggi ultravioletti sono due: alta pressione e bassa pressione. Semplificando il più possibile le lampade ad alta pressione sono quelle dove noti una o più grosse lampadine innestate in uno o più  riflettori con davanti uno o più vetri come le seguenti: 

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Le lampade a bassa pressione sono costituite da uno o più tubi luminosi, esteticamente identici ai tubi al neon che si usano per l’illuminazione come le seguenti:
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