SPECIALE SOLARIUM

ECCO COME METTERSI A POSTO CON LA NUOVA LEGGE 110/11
Cna e Confartigianato hanno predisposto una serie di informative per adeguare le vostre attività alle nuove disposizioni di legge. In questo modo vi sarà facile predisporvi alle novità previste e qualora il vostro centro fosse sottoposto ai controlli dagli enti preposti, tutto sarà considerato “in ordine”. Scaricate gli allegati….
cartello da esporre,
ALLEGATO 2 SCHEDA INDIVIDUALE,
ALLEGATO 1 INFORMATIVAx

Come smaltire i solarium che non si vogliono più utilizzare

A seguito della proliferante richiesta di trovare un sistema per smaltire i solarium che non sono a norma e che non è più conveniente adeguare alle nuove disposizioni di legge si consiglia:
a)     rottamare come rifiuto speciale non pericoloso (se per caso sono senza tubi al neon)
b)   dotarsi di un registro carico e scarico rifiuti e compilarlo come carico-scarico di macchinario obsoleto, registrarlo come rifiuto non pericoloso e farlo venire a prendere da ditta autorizzata (non necessariamente deve essere la municipalizzata).
c)     la macchina compresa di neon è considerata rifiuto pericoloso, pertanto la si deve registrare come tale e quindi oltre al registro, si è tenuti a presentare il MUD.

Come chiedere l’intervento delle aziende costruttrici per mettere a norma i macchinari

Nel caso di verifiche da parte degli Organismi di Vigilanza, le aziende potranno richiedere assistenza da parte di tutte le  sedi territoriali CNA. Chi non avesse ancora provveduto a contattare i fabbricanti delle apparecchiature in uso, per l’effettuazione di eventuali interventi di messa a norma, è pregato di provvedervi al più presto e, per tale azione, si raccomanda di ottenere, dai produttori di riferimento, risposte scritte sia in merito ad eventuali necessità di adeguamento che nel caso in cui l’apparecchiatura fosse dichiarata conforme alle nuove disposizioni normative. (di seguito FAC-SIMILE) lettera azienda.

TUBI NEON A NORMA DI LEGGE EMISSIONE 0,3 M2
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Le parti del corpo più trascurate: ecco come prendersene cura

Le parti del corpo più trascurate: ecco come prendersene cura

Vi sono alcune parti del corpo che le donne tendono erroneamente a trascurare, ma che in realtà sono soggette al passare del tempo e hanno necessità di essere curate. Prestare attenzione ai dettagli è infatti importante per un aspetto curato e impeccabile.

Ecco quali sono le parti del copro più trascurate delle donne e qualche indicazione per prendersene cura:

Collo e decolletè
Sono parti del corpo trascurate sia per quanto riguarda la detersione e l’idratazione, che il trucco. Eppure sono zone ben in vista e, soprattutto, risentono particolarmente degli effetti del tempo e dunque l’invecchiamento cutaneo è particolarmente visibile.
Nella fase trucco, invece, capita spesso che il fondotinta venga steso solo sul viso e quindi si crea un effetto di stacco di colore tra collo e viso, che è davvero poco piacevole.

Cosa fare
Innanzitutto, detergere bene il collo e stendervi una crema idratante, come si fa per il viso.
Nella fase trucco, invece, è sufficiente stendere il fondotinta anche sotto il mento,sfumandolo gradualmente verso il collo, non dimenticando la zona laterale del collo, dietro le orecchie, dove spesso può cadere l’occhio, specie se si portano orecchini o si tengono i capelli raccolti.
Sul decolletè invece stendere una crema corpo idrante o olio di argan.


I gomiti
Forse la parte del corpo più trascurata in assoluto dalle donne, in inverno perché nascosta dalle maniche lunghe, ma in generale perché poco visibili, ma solo da noi stessi. I gomiti tendono invece a disidratarsi e diventano secchi e ruvidi, tanto che in alcuni casi la pelle si lacera e sanguina.

Cosa fare
E’ bene, come prima cosa, procedere con l’esfoliazione, da effettuare periodicamente, utilizzando uno scrub: va bene anche quello che si utilizza per il viso o per il corpo.  Quotidianamente, invece, stendere una crema molto idratante, o un olio.

I piedi
Forse perché chiusi nelle scarpe, non ricevono le meritate attenzioni. Eppure quando in estate escono allo scoperto, sono evidenti i risultati delle noncuranza: pelle indurita e secca.

Cosa fare
I piedi necessitano, come i gomiti, di esfoliazione ed idratazione costanti, ma sono una zona più delicata e più difficile da curare, anche perché pellicine, eventuali calli e duroni, piccole vescichette determinate dalle scarpe, possono complicare le cose. In tal caso è conveniente rivolgersi ad un centro estetico, per una pedicure completa, non dimenticando comunque la necessità di  esfoliazione ed idratazione costanti fai da te.

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La professione dell’estetista: il percorso formativo e i corsi

estetista

estetista

La figura professionale dell’estetista è tra quelle che, nonostante il momento di crisi che il mondo del lavoro sta attraversando, sono tra le più richieste.
Solitamente, sono le donne di età compresa tra i 18 e i 40 anni a scegliere di intraprendere questa professione.

La figura professionale dell’estetista: mansioni, requisiti e competenze

L’estetista è colei che si occupa della bellezza dei suoi clienti, prendendosi cura della pelle, delle mani e dei piedi, così come di eventuali inestetismi come cellulite e macchie cutanee.
Tra le mansioni più importanti dell’estetista ricordiamo la pulizia del viso, la pedicure, la manicure, la depilazione e i massaggi.
Tra i requisiti fondamentali di un’estetista vi sono pazienza e predisposizione ai rapporti interpersonali, senso estetico e abilità manuali; tra le competenze richieste, la conoscenza delle norme sanitarie.

Come diventare estetista

Ma quale è il percorso di formazione professionale da intraprendere per qualificarsi estetista?
Dopo un corso regionale della durata di due anni, l’aspirante estetista dovrà seguire un corso di specializzazione della durata di un anno. Tra le principali materie di studio, anatomia, informatica, psicologia, linfodrenaggio, dermatologia, chimica, cosmetica, sulle quali verterà l’esame teorico – pratico finale. L’attestato regionale di Qualificazione Professionale così ottenuto è valido in tutta la Comunità Europea ai fini dell’ avviamento al lavoro in qualità di estetista qualificata e.
Inoltre, una volta intrapresa la professione, è necessario seguire costantemente seminari, corsi di specializzazione e aggiornamento per rimanere sempre informate su un universo, come quello dell’estetica, che si evolve continuamente, con l’introduzione di metodi e macchinari sempre innovativi.

Video, professione dell’estetista

In questo video si vedono alcuni trattamenti eseguiti da una estetista come make up trucco occhi, bocca…

I corsi per diventare estetista

In rete sono presenti molti portali di rispettive scuole di formazione per estetista.

Corsiestetista: un sito web che offre una panoramica

Tra questi, corsiestetista.com si rivolge sia alle scuole che propongono corsi per estetisti, sia agli aspiranti estetisti che desiderino intraprendere un percorso di formazione altamente qualificato.
Il sito informa sui corsi per estetista presenti in tutta Italia, suddivisi per materia e per livello di qualifica conseguibile tramite essi: dai corsi di avviamento alla professione ai corsi avanzati di aggiornamento tecnico e ai seminari di presentazione.

Alessandria: la Scuola Italiana di Estetica Professionale

La Scuola Italiana di Estetica Professionale propone Corsi riconosciuti dalla Provincia di Alessandria, tra cui il
corso biennale di qualificazione professionale per estetista.
Come viene spiegato nel sito, la durata del corso è di due anni scolastici, ciascuno dei quali prevede 900 ore di attività teorica e pratica in aula e 180 ore di attività pratica professionale presso un Centro Estetico selezionato dalla Scuola.
Le materie pratiche vertono sui trattamenti completi del viso e del corpo, trucco, epilazione e depilazione, trattamenti con ionoforesi, ginnastica passiva ed altre apparecchiature estetiche.
Tra le materie teoriche troviamo anatomia, dermatologia, cosmetologia e igiene, scienza dell’alimentazione, dietologia, psicologia e
teoria delle apparecchiature estetiche, teoria professionale.

Pescara: la Scuola Estetica Centro Italia

Da ricordare anche la “Scuola Estetica Centro Italia“,presente a Pescara, i cui corsi biennali per il conseguimento dell’attestato di qualifica di estetista, riconosciuti dalla Regione Abruzzo, preparano ed abilitano le estetiste all’esercizio dell’attività professionale in tutta Italia. Il 90% delle diplomate presso la scuola trova occupazione sia in proprio che presso altri istituti.
La scuola offre inoltre la possibilità di seguire aggiornamenti con specialisti famosi nel Trucco, nei Massaggi e nella Podologia.

Roma: la scuola di estetica peys

La scuola di estetica Peys è una delle più famose scuole di estetica autorizzate dalla Regione Lazio. La scuola propone corsi professionali di formazione per estetiste che si distinguono sia per l’utilizzazione di strumentazioni all’avanguardia che per un metodo didattico innovativo basato sul testo “L’Estetica dalla A alla Z”. La scuola riceve ogni giorno richieste di personale qualificato da parte dei principali centri di estetica.

Milano: la Scuola di Estetica Pbs

A Milano segnaliamo invece la Scuola di Estetica Pbs, che offre la possibilità di seguire corsi di qualificazione professionale in estetica, corsi di specializzazione e aggiornamento.

Napoli: Centro Elite

Centro Elite è invece la scuola di formazione professionale per estetiste riconosciuta dalla regione Campania. La Scuola di Formazione è presente dal 1996 nel centro storico di Napoli, esclusivamente come Scuola di Estetica che ha formato e diplomato centinaia di estetiste, oltre il 90% si è inserita nel mondo professionale sia nella regione Campania che al di fuori.

Firenze: Life Academy

Life Academy è l’agenzia di Formazione Professionale accreditata dalla Regione Toscana che propone un Corso di Qualifica Biennale per Estetiste in orario serale, rivolto principalmente a tutti coloro, sia disoccupati che lavoratori, che desiderino intraprendere questa professione per lavorare presso terzi come estetista qualificato.

La professione dell’estetista: gli sbocchi professionali

Una volta qualificatasi come tale in seguito al compimento del percorso formativo, l’estetista potrà trovare lavoro presso centri estetici, piscine, studi medici specializzati, parrucchieri.

Come aprire un ‘attività di estetica in proprio

Dopo aver superato l’esame di specializzazione, occorre presentare domanda di iscrizione all’albo delle imprese artigiane presso la Camera di Commercio.

Dove acquistare le attrezzature per estetica :
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21 anni di attesa per un decreto devastante molti centri estetici chiuderanno
ecco la lettera di una collega estetista 


Sono alcuni giorni che ricevo telefonate a dir poco allarmanti da colleghe che si vedranno costrette a chiudere perché non potranno più sostenere i costi fissi che fino ad ora praticamente ci sono stati imposti (dal mercato o dalle case costruttrici, non cambia molto).
Noi estetiste che lavoriamo regolarmente che, per far fronte ad una crisi sempre più dilagante, abbiamo dovuto necessariamente dotarci di tecnologie sempre più avanzate, contraendo Leasing, acquisendo personale, istruendolo, investendo dunque nelle risorse umane, il tutto attraverso enormi sacrifici, oggi, ci ritroviamo praticamente a tornare INDIETRO!!!
Il nostro impegno non è servito a nulla!!! A Como diciamo che la “sciura Pina” oggi è avvantaggiata. Lei che si occupa solamente di calli,cerette,pulizie del viso e massaggi non ha certo i nostri costi fissi!!!

Prendi ad esempio me: per poter fronteggiare la concorrenza ,di tutti i tipi, dall’abusiva che lavora in casa, alle assistenti di alcuni medici che operano senza un minimo di cognizione, ho dovuto necessariamente dotarmi di apparecchiature, metodiche e formazione di livelli superiori a quelli che l’estetica tradizionale richiede. Tutto ciò a suon di migliaia di euro. Oggi mi si dice che i laser o luce pulsata verranno depotenziati, che la cavitazione non si potrà più fare, neppure il foto ringiovanimento, la radiofrequenza dovrà subire una variazione…..Ma nessuno ha pensato che ci lavoro da vent’anni, che quando le ho comprate erano apparecchiature a norma, cioè sui documenti c’è scritto “ad uso estetico”. E nessuno ha pensato ad un’altra cosa semplicissima e drammatica al contempo: LE APPARECCHIATURE CHE NON POTREMO PiÚ USARE, NON SONO NOSTRE MA DELLE SOCIETÁ DI LEASING!!
Si potrebbero rendere alle Aziende e smettere di pagare le rate, ma a questo punto verrei segnalata in Banca d’Italia e non potrei più avere accesso al alcun finanziamento. Non posso rottamarle, perché non sono mie, quindi devo necessariamente tenerle in istituto, continuare a pagare le rate senza poterle più utilizzare!!
A questo punto però, rientrano nello Studio di settore quindi, anche se non le utilizzo, per lo Stato generano reddito, di conseguenza CI PAGO LE TASSE!

Inoltre, le autorità competenti, quando verranno a fare un controllo presso il mio Istituto, mi crederanno quando dirò loro che , in effetti ho quei macchinari messi al bando, ma non li uso?? Mi sequestreranno sicuramente le apparecchiature e… non voglio pensare agli eventuali risvolti penali a cui potrei andare incontro.
Tutti i giorni ricevo e-mail da parte di case costruttrici che si offrono di mettere a norma le apparecchiature che abbiamo o addirittura di acquistarne di nuove. Al di là della scelta che verrà fatta da ogni singolo operatore del settore, chi ci garantisce che il depotenziamento, a norma, che verrà effettuato darà al cliente dei risultati concreti?? Quelli che oggi siamo in grado di garantire, dopo anni di investimenti, lavoro e di esperienza?

Nessuna casa costruttrice si fa carico delle messe a “norma”, tutto a suon di quattrini, tutto, come sempre deve uscire dalle nostre tasche.
Certo per loro in ogni caso è un bel business!! In un modo o nell’altro faranno soldi. Si stanno leccando i baffi.
E noi?? Come potremo far fronte ai costi fissi che abbiamo contratto??

Io personalmente ho circa €30/35.000 di costi fissi, tra leasing, personale, contributi, imposte comunali, pubblicità, commercialista, assicurazioni, associazioni, prodotti, affitto ecc..
Come potrò far fronte a tutto ciò con cerette,mani,viso,piedi e poco altro??
Nessun cliente si rivolgerà più a noi per cose importanti e io sarò costretta necessariamente a licenziare il personale, perché per certe cose non ti servono 4 estetiste che hanno tutte tra i 34 e i 40 anni. Per certe cose non ti servono 21 PROFESSIONISTE, bastano delle ragazzine da assumere come apprendiste.
E io? Ho 50 anni e cosa farò?? Mio marito ha 55 anni, è un laser Operator specializzato, sa fare solo quello. Cosa gli dico, vai a fare il disoccupato??
Mi conviene chiudere!! Le mie dipendenti che fine faranno? Alla loro età chi le assumerà? Sono troppo qualificate per fare l’estetica tradizionale. Per quella basta assumere la ragazzina appena uscita da scuola, che assumi come apprendista e alla quale per 5 anni non paghi i contributi…
Le mie dipendenti mi chiedono: “A settembre avremo ancora il nostro posto di lavoro??”. Cosa posso rispondere loro??
E le miei clienti?? A tutte quelle con le quali ho stipulato un contratto per trattamenti di cavitazione o depilazione da effettuare nei mesi a venire, trattamenti non ancora giunti al termine, devo dare indietro i soldi?
Devo dare loro l’illusione che avranno i risultati promessi temendo che così poi non sarà?? Rischiando magari di essere denunciata??
A proposito, sapete che dal 1 di Agosto 2011 le assicurazioni non garantiscono più la copertura di eventuali danni che si possono verificare? E sapete che, pensando di trasformarmi in centro medico per cercare di non buttare al vento tanti sacrifici, NESSUNA assicurazione si assume il rischio, a meno che non sborsi di premio circa 10/12000 euro??
Sapete che pur avendo nel mio istituito la Direzione sanitaria da parte di un Medico Chirurgo estetico non risolvo nulla, perché deve essere lui che materialmente esegue il trattamento??
E le mie collaboratrici che fanno, lo guardano??
Non è giusto dopo 21 anni di vuoto legislativo fare di tutta l’erba un fascio. In questi anni le tecnologie delle apparecchiature nel mondo dell’estetica hanno fatto passi da gigante e siccome, purtroppo, quando fu resa esecutiva la legge 1/90, certe apparecchiature e metodiche non erano neanche state concepite, in questi 21 anni abbiamo assistito al fatto che, NON la scuola, NON le normative, ma solo estetiste e costruttori hanno dovuto mettersi all’avanguardia. Corsi molto qualificati di formazione teorico/pratici presso costruttori con medici e ingegneri, aziende che commercializzavano in esclusiva certe metodiche e macchinari, anche loro coadiuvate da medici e ingegneri.
Oltretutto le aziende del settore e i costruttori delle nostre apparecchiature, hanno sempre dovuto sviluppare nuove tecnologie e metodiche applicative per sopperire proprio al fatto che in estetica certe cose si potevano fare, altre NO, perché di competenza medica: NO pressoterapia ma pressomassaggio tanto per citarne una! Noi non possiamo più fare quasi niente di innovativo se non talmente DEPOTENZIATO da renderlo ridicolo, i medici possono fare tutto anche se, come ben sappiamo, non sono presenti in studio e lasciano fare i trattamenti a a chi non è neanche qualificato o quantomeno NON quanto noi.
Come un NEO-PATENTATO non può guidare auto e moto di una certa potenza, dovrebbero dire: se hai la qualifica specifica su un determinato apparecchio, lo puoi usare altrimenti NO. Le autorità competenti dovrebbero controllare e verificare questo, non dare mazzate a chi vuole lavorare e dà lavoro. Sono anni che usiamo certe apparecchiature e metodiche, adesso si svegliano e dicono basta?!?!
È inutile depotenziarle, sappiamo benissimo che non funzionano, non danno risultati.
Devono lavorare soli i medici? OK loro lavoreranno, noi creeremo nuovi disoccupati. Perché dopo aver investito ingenti somme di denaro e tempo nel farci una cultura e una professionalità, dobbiamo essere paragonati ad una apprendista o a qualcosa di meno??
Ora mi rivolgo al Ministero dello Sviluppo Economico a al Ministero della Sanità:
Se vi dimostriamo che siamo professioniste qualificate all’utilizzo dei macchinari in questione, possiamo usarli?
Allora metteteci in condizione di dimostrarlo, non di chiudere perché il gioco non vale più la candela.
Fateci fare un Esame di Stato, fateci esaminare da una vostra commissione così vedremo.
Paola Estetista di Como

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Chirurgia plastica orecchie
Le orecchie invecchiano tanto quanto il viso e il collo, e, come qualsiasi altra parte del corpo, anche i lobi delle orecchie subiscono i segni dell’inesorabile scorrere del tempo. Chi vuole ottenere un aspetto più giovane deve pensare alle possibili soluzioni indicate per questa particolare parte del corpo. I lobi, infatti, cedono alla gravità, ma soprattutto gli orecchini pesanti, portati per anni, provocano quasi uno strappo del lobo che si abbassa a causa del peso eccessivo. Inoltre, invecchiando, come per tutto il resto del corpo, c’è una perdita di volume e di tono nel lobo, mentre al contrario la dimensione dell’orecchio tendono ad aumentare.
Perciò la chirurgia plastica si sta concentrando su una nuova tendenza: rifarsi le orecchie. Perché se la gravità prende il suo pedaggio dalle nostre orecchie, la loro riduzione è un intervento semplice, che va a riposizionare il lobo, dandogli migliori proporzioni. Sempre più popolare negli Regno Unito, la ricostruzione del lobo si sta diffondendo anche in altri stati. Perciò la British Association Of Aesthetic Plastic Surgery ha presentato alcune soluzioni applicative per ringiovanire l’orecchio.
I metodi meno invasivi si servono dei principi della radiofrequenza o del filler per ridonare volume ai lobi svuotati dall’invecchiamento e sono procedure rapide e indolori. Altrimenti si può procedere con un vero e proprio lifting: quindi con una piccola incisione, dove l’orecchio si attacca al viso, viene rimossa una piccola quantità di tessuto. La cicatrice una volta rimarginata resta praticamente invisibile. Quest’ultima è una soluzione pressoché definitiva mentre i filler sono meno invasivi e dai costi comunque inferiori, ma temporanei.
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 Benessere

SAPORE DI SALE… SAPORE DI MONTAGNA! 

Un viaggio alla scoperta dei trattamenti al sale in Trentino!

E’ arrivata l’attesissima primavera e con i primi caldi ci si veste un po’ più leggeri per godere dei tenui raggi del sole! Ma ahimè  l’inghippo è sempre dietro l’angolo! Risultato?! Il raffreddore e la tosse hanno colpito! Bisognerebbe rigenerarsi al mare godendo del clima marino, della salsedine, dello iodio per ritornare più in forma che mai! Ma siamo in montagna e la soluzione migliore qual è?! Trattamenti benefici al sale!

“Sapore di sale, sapore di mareeee che hai sulla pelle, che hai sulle labbra…” ed è con questa magnifica canzone che io e la mia amica Elena partiamo per il nostro weekend rigenerante. Ovviamente se avessimo voce la canteremmo a squarcia gola, come sempre… ma non disponendone ci limitiamo a dei gemiti che assomigliano più a dei latrati! La direzione non è né la Liguria, né la riviera adriatica… bensì Madonna di Campiglio, in Val Rendena all’ Hotel Spinale, che scopriamo con piacere offrire trattamenti esclusivi al sale per la prevenzione della salute. Mentre percorriamo la strada, ripenso agli antichi detti di mia nonna: “Aprile… non ti svestire!” Peccato che siamo a marzo, ma l’antico detto ha fatto funzionato lo stesso! ;) D’altronde come si può resistere a questo piacevole clima primaverile e a paesaggi mozzafiati?!
Lo ammetto all’inizio sono un po’ scettica su questa idea che ha avuto Elena di affidarci completamente al sale per curare i nostri malanni: ho sempre sentito che il sale è causa di ritenzione idrica, di pressione alta etc. ma alla fine come al solito Elena con una delle sue perle “se manca il sale, ogni trattamento poco vale” riesce a convincermi! ;)
Mezze raffreddate e con una fortissima tosse, arriviamo all’ Hotel Spinale e a giudicare dalla faccia della receptionist sembriamo due appestate: un buon auspicio per il nostro weekend! Decidiamo quindi di buttarci nel raffinato ed esclusivo centro benessere “Il sale della vita” che scopriamo offrire trattamenti specifici al sale marino: l’antico “oro bianco” che contiene importanti minerali ed oligominerali come solfati, magnesio, calcio, potassio, iodio che possono variare a seconda della provenienza del sale!
Iniziamo il nostro percorso con l’Haloterapia, partendo proprio dalla grotta del sale: una cabina che funge da “aerosol gigante” dove vengono nebulizzate particelle saline utili per le persone con problemi alle vie respiratorie (ogni riferimento è puramente casuale). ;) Scopriamo che l’Haloterapia, è importantissima in quanto rinforza le difese immunitarie, contrasta sinusiti, laringiti bronchiti e chi più ne ha più ne metta!
Passiamo poi alla balneoterapia, immergendoci in idromassaggio avvolte da acqua calda ad una temperatura di 30/35°! Assaporiamo un’alta concentrazione di minerali e sali provenienti da tutto il mondo: un benessere sulla nostra pelle che dura circa 20 minuti, dove l’azione del sale è soprattutto antinfiammatoria, mineralizzante e disinfettante! Terminiamo il nostro percorso di benessere, con un bel bagno al vapore e uno scrub con i sali del mondo, utile per creare il ricambio delle cellule dell’epidermide, favorendo la circolazione superficiale.

Il nostro weekend è giunto quasi alla fine e devo dire che per una volta Elena ha avuto proprio ragione! Mi sento molto meglio e non ho più neanche un filo di tosse! Entriamo in macchina, lasciandoci alle spalle la Val Rendena e le maestose Dolomiti e ripartiamo direzione casa, con sottofondo  la canzone che ci ha accompagnato per tutto il weekend “Sapore di saleeeeeeee, sapore di mare…”: questa volta però cantata a squarcia gola! ;)
Beh alla fine lo ammetto: aveva ragione Elena “Non tutto il sale vien per nuocere!” E voi cosa ne pensate? Avete mai provato trattamenti al sale?

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LETTINO AL SALE

HIMALAYAN DREAM

Himalayan Dream è un lettino di sale in grado di offrire all’operatore diverse possibilità di utilizzo (massaggio, relax, dimagrimento) e massimizzarne in questa maniera la redditività della cabina.

Himalayan Dream  è il lettino benessere realizzato per far distendere il cliente sui cristalli di sale dell’himalaya, è unico nel suo genere, ha la capacità di offrire una favolosa condizione di relax ed allo stesso tempo per trasmettere a chi lo utilizza tutti i benefici dell’haloeterapia.
Il sale dell’himalaya, del tutto naturale privo di additivi e di sostanze inquinanti e ricco di sostanze naturali, questi cristalli hanno un valore bioenergetico molto elevato e contengono tutti i minerali e tutti gli oligoelementi necessari all’organismo umano.
Himalayan Dream riproduce la situazione dell’areosol marino, all’interno infatti contiene 150 kg di sale che possono essere riscaldati ad una temperatura di 32° fino a 40° secondo il programma e la metodica utilizzata, lasciando a chi ne è disteso sopra, il piacere del relax ed i benefici dell’areosol e dell’haloeterapia.
Il sale, contenuto nel lettino, è posizionata all’interno di una vasca in alluminio al di sotto della quale vi sono delle resistenze ad doppio isolamento che massimizzano le sicurezze per gli utilizzatori.
La vasca è circondata da  mattonelle di sale che poggiano su un sistema di led ad alta intensità per abbinare nelle metodologie che su questo letto possono essere realizzare, la cromoterapia all’haloeterapia. L’illuminazione cromoterapica potenziata, è omogeneamente distribuita su tutto il perimetro del lettino in maniera da avvolgere completamente l’utilizzatore. 
Le mattonelle di sale cristallino neutralizzano le frequenze elettromagnetiche presenti nei nostri ambienti, l’aria acquisisce carica positiva le cui frequenze hanno effetti benefici e coadiuvanti per nervosismi, insonnia, disturbi della concentrazione e anti radicali liberi.

Terme e trattamenti dispari in tutto il mondo

Una carrellata di trattamenti termali in tutto il mondo, tra cui alcune variazioni dispari 

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Con KATE LUCAS / THE ORANGE COUNTY REGISTER
In tutto il mondo, il bagno si è evoluto nel corso dei secoli. Dalle terme naturali geotermiche ad attrazioni a tema, la diversità di balneazione varia con la cultura e la geografia che li circonda. Qui ci sono solo pochi luoghi insoliti dove la gente scioglie le tensioni e lo stress, anche durante la stagione delle vacanze.
GRAN BRETAGNA

Article Tab: bath-sunshine-england-swi
I visitatori godersi il sole mentre nuotano nella piscina sul tetto del Thermae Bath Spa il  Bath, in Inghilterra.
MATT CARDY, GETTY IMAGES
PUBBLICITA ‘

Vasca da bagno
Nel 43 dC, i Romani fondarono un centro termale sul fiume Avon, il luogo delle sorgenti calde geotermiche nel Regno Unito. Oggi più di un milione di visitatori un tour anno le Terme Romane complessi: la Primavera Sacra, il Tempio Romano, Terme Romane e il Museo. Gli edifici esistenti risalgono al 19 ° secolo. Anche se il complesso non è più utilizzato per la balneazione, l’acqua termale è disponibile per bere nella Pump Room.
Nel 2006, il Thermae Bath Spa aperto. Questo complesso dispone di caratteristiche termali tradizionali e moderni, tra cui due bagni termali naturali, una piscina sul tetto e una piscina coperta. Alcuni visitatori si godono il passaggio nel tardo pomeriggio alla sera dalla piscina sul tetto, tenendo in architettura storica georgiana della città. Un centro visitatori guarda alla storia del territorio attraverso la romana, Saxon, elisabettiano e epoca georgiana.
ULTERIORI INFORMAZIONI: visitbath.co.uk
TURCHIA
Kangal
Il piccolo Garra Rufa, pesci medico aka, sono diventati un trattamento termale famosa in tutta Europa e in Asia. Originario del Medio Oriente, il pollice lungo mangimi per pesci d’argento sulla pelle dei pazienti morti, lasciandola liscia. I pazienti hanno detto che si sente come se i pesci sono succhiati o solleticare la pelle. Al Balikli Thermal Spa, i visitatori possono provare sollievo da condizioni cutanee tra cui la psoriasi ed eczema.
ULTERIORI INFORMAZIONI: balikli.com
ITALIA
Fiè allo Sciliar
Dal 1903, l’Hotel Heubad Spa ha offerto ai visitatori la possibilità di “rotolare nel fieno” – sotto forma di trattamenti bagni di fieno nelle Alpi italiane. Gli ospiti si trovano su un foglio coperto di caldo, fieno specialità ammollo raccolte da metà luglio ai primi di agosto. Poi più fieno è posto sulla sommità del corpo fino al mento. Il foglio viene poi avvolto intorno l’ospite, che si abbassa su di un letto ad acqua riscaldato. Bagni di fieno si crede per alleviare dolori articolari e muscolari e stimolare il metabolismo.
ULTERIORI INFORMAZIONI: hotelheubad.com
GIAPPONE
Hakone
Il Hakone Kowakien Yunessun Hot Springs Amusement Park & ​​Spa Resort offre uno-of-a-kind esperienze termali. Il parco vanta oltre 25 attrazioni acquatiche tra cui terme a tema, grotte e diapositive. Terme a tema includono un giapponese Sake Spa, un centro termale tè verde, un centro termale e un caffè Wine Spa, ciascuna offrendo le proprie qualità medicinali.
A volte, la spa offre trattamenti speciali temporanee: il più insolito era in un bagno a forma di una grande ciotola di ramen. La ciotola si riempie di luce, latteo marrone, il pepe al gusto di acqua e additivi a forma di tagliatelle sono state occasionalmente cadere in acqua da parte dei dipendenti.
ULTERIORI INFORMAZIONI: yunessun.com / inglese /
ISRAELE
Talmei Elazar
I serpenti vengono usati per “massaggio” patroni a spa serpente Ada Barak. Il contatto fisico con i rettili è propagandato come terapeutica e curativa. Più grandi serpenti di fornire più solida massaggi, mentre i serpenti di piccole dimensioni vengono utilizzate per più leggero massaggio per posti come il viso. Nonvenomous California e Florida serpenti re, mais serpenti e serpenti del latte sono utilizzati.
ULTERIORI INFORMAZIONI: goisrael.com
ISLANDA
Grindavik
Le acque calde e umide del centro termale Blue Lagoon geotermica sono ricchi di minerali. Una delle attrazioni più visitate del paese, la spa si trova in un campo di lava sulla penisola Reykjanes. Temperatura media dell’acqua varia da 98 a 102 gradi nella zona di balneazione e il nuoto della laguna. La silice e zolfo in acqua hanno fama di aiutare le persone che soffrono di psoriasi ed altre irritazioni della pelle. Una cascata offre un approccio diverso in un massaggio regolare. In inverno, i visitatori si rilassano sotto le stelle e spesso intravedere l’aurora boreale.

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