Ricorso al TAR Decreto Ministeriale 110/2012

Mentre tutti gli estetisti d’Italia erano in attesa della decisione che avrebbe dovuto prendere il TAR Lazio in merito alle sorti del D.M. 110/2011 all’esito dell’udienza pubblica già fissata per il giorno 14 giugno 2012 il Tribunale, pochi giorni fa, ha deciso di sostituire il precedente relatore designato, Dott. Giuseppe Esposito, con un nuovo Relatore, vale a dire il dott. Mario Alberto Di Nezza. Peccato, però, che il TAR del Lazio, non si sia accorto che il Giudice Relatore, Dott. Mario Alberto Di Nezza, abbia rivestito la qualità di Capo di Gabinetto del Ministero della Salute proprio durante la lavorazione del Decreto in oggetto e che il ricorso in atto sia rivolto proprio contro lo stesso Ministero della Salute. Dunque ci ritroviamo di fronte ad uno di quei casi in cui esiste il “conflitto di interessi”. Il provvedimento adottato dal Ministero della Salute di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico (Decreto 12 maggio 2011, n. 110), infatti, è stato lavorato ed emanato proprio nel periodo in cui il Giudice Relatore, Mario Alberto Di Nezza, era Capo di Gabinetto del Ministero della Salute. Ovviamente i legali di Confestetica non potevano non eccepire la gravissima incompatibilità del Giudice Relatore, Mario Alberto Di Nezza, ed hanno chiesto la sua ricusazione ai sensi dell’art. 51, I comma, c.p.c., espressamente richiamato dall’art. 18 del Codice del Processo Amministrativo, essendo evidente che colui che avrebbe dovuto giudicare il ricorso al proposto contro il Decreto 12 maggio 2011 n. 110 aveva un grave conflitto di interessi, avendo ricoperto la carica di capo di Gabinetto del Ministero al momento della elaborazione del Decreto stesso. La risposta alle nostre richieste di sostituzione del Giudice non ha tardato ad arrivare e ieri in data 13 giugno 2012 il Tar ci ha comunicato che a causa di incompatibilità del magistrato designato quale relatore del ricorso, ha dovuto rinviare d’ufficio, alla pubblica udienza del 25 ottobre 2012, la discussione del merito. Lasciando al lettore ogni commento in merito alla casualità della scelta del nuovo relatore, che poi avrebbe autonomamente sollevato il problema poi rigorosamente eccepito dai legali di Confestetica, stando a quanto riferito dal Tribunale Amministrativo investito della questione, dimenticatosi di comunicare il rinvio dell’udienza, quel che è certo è che questa svista costerà un’ulteriore attesa e non farà altro che aggravare le sorti di molti centri estetici, costretti ancora a subire gli effetti di un decreto certamente non equilibrato e fonte di gravi danni a tutto il comparto. Confestetica, in ogni caso, non molla e continua a portare avanti la propria azione, nell’interesse di tutta la categoria. 

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