News – 18/07/2012 Terme in Piemonte, la situazione

Cure Termali in calo, lieve incremento nel settore del benessere

Sono 9 le località termali del Piemonte, i dati mettono in evidenza che negli ultimi dieci anni hanno avuto un incremento nei pernottamenti: Acqui Terme, Garessio, Lurisia, Valdieri, Vinadio, Agnano, Bognanco, Crodo e l’ultima nata Premia, sono passate complessivamente da circa 229mila a oltre 304mila pernottamenti all’anno. Sono calate le prestazioni termali, ma hanno registrato un aumento i servizi legati al benessere. Lo conferma anche il nuovo presidente delle Terme di Acqui, Roberto Molina, che conferma che nel 2010 le Terme di Acqui hanno registrato un calo di presenze del 9%, mentre nei primi sei mesi del 2012 la riduzione è stata del 12% e  che spiega come negli ultimi anni il ricorso medico alle cure termali è diminuito. E se prima le persone dedicavano anche due settimane al soggiorno curativo, oggi si preferisce soggiornare per periodi più brevi, dedicandosi in particolare al benessere e al relax.
Ma nonostante i risultati dal punto di vista turistico, l’appeal degli stabilimenti è in calo, come nel resto d’Italia.
Le cifre dell’ultimo rapporto di Federterme (http://www.federterme.it) che raccoglie solamente i dati degli stabilimenti organizzati in società di capitali (in Piemonte 4 su 9), indicano per il sistema termale piemontese un fatturato annuo pari a 5,9 milioni, che porta la regione Piemonte a collocarsi solo al quindicesimo posto tra le regioni italiane. La crisi si fa sentire, soprattutto in ambito alberghiero, infatti negli ultimi tre anni è proprio in questo settore che si sono registrate  flessioni significative di clientela. Si tende a risparmiare, soprattutto sui pernottamenti. La via, insomma, dovrebbe essere quella di cambiare da un sistema termale incentrato sulle cure, ad un sistema che risponda alla domanda di benessere.
Da un anno le Terme di Acqui hanno aperto una nuova spa di 3000 metri quadri, proprio per andare incontro alle nuove esigenze del turismo termale del benessere, con un investimento pari 10 milioni di euro.
Visitandola, però, un occhio attendo può ben comprendere come buona parte di questo investimento non sia sfruttato in alcun modo, mentre è stata penalizzata, in termini di spazio, la parte dedicata ai servizi benessere, che avrebbe potuto generare profitto se strutturata e comunicata nel giusto modo. Analizzando nello specifico la dislocazione degli spazi, questa Spa di ca. 3000 mq (ndr), oltre alle zone relax e ai trattamenti “umidi”, mette a disposizione dei clienti solo 1 cabina twin per massaggi di coppia e una cabina singola per massaggi o trattamenti viso e corpo. (Trattamenti, massaggi e vendita prodotti retail sono il motore che normalmente alimenta e aumenta gli incassi di una SPA, e non solo gli ingressi alle così dette “Zone Umide o SPA” che dovrebbero essere numericamente molto elevati per coprire i costi di gestione). Molte invece, le cabine per il fango e i bagni termali che però, attualmente, sono “miseramente” inutilizzate. E, se il percorso è decisamente “contorto” fatto di sali e scendi, è unico nel suo genere il Lago delle Sorgenti (da cui prende il nome la SPA), e da “vivere” il momento dedicato al rilassamento con il Gong. Speriamo che gli altri stabilimenti che si stanno muovendo su questa carreggiata, prendano esempio da questi “errori” di impostazione, per evitarli, e sappiamo mettere a profitto gli importi che la Regione Piemonte ha stanziato, come nel caso di Valdieri, per l’ampliamento e la ristrutturazione delle Terme reali.

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