NORMATIVA LAMPADE ABBRONZANTI

La direttiva comunitaria IEC 60335-2-27 AMD 2


 

Ancora il 23 luglio del 2007, veniva approvata la nuova direttiva europea che limitava l’emissione delle apparecchiature abbronzanti, intesa come la somma di UVA+UVB che un utente riceve durante la seduta, a 0.3 W/m²/nm. Da quella data in poi tutti i produttori comunitari, ma anche quelli non comunitari non potevano più commercializzare le vecchie lampade.

Ma non erano soli i commercianti ed i produttori che dovevano aggiustarsi al nuovo regolamento perché con l’entrata in vigore a partire dal 1 gennaio 2008 della modifica della Normativa Europea EN 60335-2-27, tantissimi Centri abbronzatura si sono trovati nella situazione di non poter più attivare e dover cambiare le      apparecchiature abbronzanti.
Alcuni produttori hanno trovato la soluzione che secondo loro era giusta. Sul sito che vi ho raccomandato di guardare troverete questo:

Dal punto di vista tecnico, le modifiche da apportare ai solarium per renderli conformi alla normativa di prossima emanazione sono estremamente semplici ed immediate. A semplice esempio, un’azienda che ha commercializzato una cabina abbronzante, per esempio con 48 tubi da 2.2 % di UVB, dovrà semplicemente sostituire il tipo di tubo con un altro dalla % di UVB contenuta fina ad ottenere con lo spettroradiometro una lettura nella posizione dell’utente(UVA+UVB) di 0,3 W/mq/nn
Per i solarium ad Alta Pressione, l’”adeguamento” tecnico, quando necessario, sarà altrettanto facile e rapido. Le aziende dovranno in questo caso intervenire presso i clienti che chiederanno l’adeguamento dei propri solarium inserendo filtri appropriati ad ottenere una lettura di emissione nella posizione dell’utente non superiore a (UVA+UVB) 0,3 W/mq/nn.

Il 30 Luglio 2011 è una data molto importante per coloro che utilizzano apparecchi elettromeccanici per la propria attività estetica. A partire da questa data diventerà infatti esecutivo il Decreto del 12 Maggio 2011 n. 110, a 15 giorni dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, come previsto dalla legge.
Molti proprietari di attività estetiche hanno pensato fino all’ultimo che il decreto non venisse pubblicato male informati da aziende ed agenti di settore che, in buona o cattiva fede, hanno usato il ritardo tra la firma del 12 Maggio e  la pubblicazione sulla G.U. Per dar vita a illazioni fantasiose, tipo “Non sarà mai pubblicato”, “Lo integreranno nelle nuove leggi sull’estetica…”; “E’ scaduto” ecc ecc… smentite purtroppo dai fatti.
Per tutte le attività di Estetica che hanno deciso di adeguare, dove possibile, le apparecchiature non conformi a quanto descritto nel regolamento, ora è arrivato il momento di correre.
Il testo trascritto dal Gazzetta Ufficiale dello Stato non lascia adito a molte interpretazioni. Vi proponiamo di seguito copia in PDF della documentazione originale completa:

Se, dove e come saranno effettuati eventuali controlli non credo sia molto rilevante per chi crede nella professione e vuole tutelare la propria attività. Non adeguarsi alle disposizioni del Decreto significa essere esposti ad un rischio veramente molto elevato.
Attenzione quindi ancora una volta a:

  1. Richiedere eventuali adeguamenti solo all’azienda di produzione della vostra apparecchiatura, evitando così eventuali truffe, rischi e diffide;
  2. Prima di procedere all’adeguamento richiedere l’efficienza dell’apparecchiatura una volta “adeguata”. Per alcuni modelli l’adeguamento potrebbe rendere di fatto inservibile l’apparecchiatura e quindi rivelarsi una spesa inutile;
  3. Sospendere immediatamente l’utilizzo di solarium e apparecchiature non a norma dall’entrata in vigore del Decreto. Questo punto è veramente molto importante in quanto nasce in capo al titolare del centro una responsabilità civile e penale collegata all’utilizzo improprio di apparecchiature non consentite;
  4. Diffidare da preventivi di adeguamento di apparecchiature che superino i 2000E.. Si consiglia di richiedere sempre i dettagli dell’intervento di adeguamento o le certificazioni dell’azienda che lo ha eseguito.

Per quanto riguarda i Solarium occorre ricordare che l’adeguamento, oltre ad un intervento tecnico atto a ridurre l’emissione dell’apparecchiatura al limite previsto dal Decreto, comporta:

  1. La modifica al manuale d’uso e manutenzione;
  2. La realizzazione delle informazioni necessarie da appendere in cabina;
  3. La dichiarazione dell’emissione;
  4. La nuova targa dati che attesta la modifica del modello ed il mantenimento delle sicurezze elettriche e meccaniche.
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ADEGUAMENTI LAMPADE ABBRONZANTI SUNFLOWER NUOVA NORMATIVA 0,3 m2

Prodotti – Sunflower

Kit di adeguamento alle nuove emissioni di 0.3W/m2 doccia a bassa pressione Sunflower 
Il KIT, realizzato in collaborazione tra Sunflower Service e GOLD Light, viene fornito completo di documentazione originale della casa costruttrice e di componenti certificati come da normativa vigente.
Inoltre la collaborazione tra SunFlower Service e GOLD Light permette di reperire tutti i componenti del macchinario per manutenzioni e installazioni componenti.
 

                                                 

 

ADEGUAMENTI LAMPADE ABBRONZANTI EVERSUN NUOVA NORMATIVA 0,3 m2

Prodotti – Compagnia del Sole

Compagnia del Sole, azienda da sempre all’avanguardia nel campo dei solarium, ha realizzato in collaborazione con GODL light dei KIt per l’adeguamento dei solarium alla normativa 03.
Sono disponibili più tipi di adeguamento a seconda delle necessità del cliente.
Diffidate di aziende che, come prevede la normativa, non sono attrezzate di strumentazione idonea per la certificazione delle emissioni del vostro solarium.
Per informazioni non esitate a contattare via mail sunesteticstore@gmail.com, oppure via telefono 348/7092335.
Saremo lieti di fornirvi tutte le informazioni necessarie.

                                

                                                                

ESTETICA DEL COLLO NOVITA’ PER LA CHIRURGIA

Molti di quelli che avrebbero voluto liberarsi delle rughe del collo e del doppio mento finora preferivano tenersi il loro in estetismo piuttosto che sottoporsi al lifting tradizionale, intervento complesso e piuttosto incruento. Adesso però c’è una nuovissima e interessante alternativa: un’intelligente applicazione delle tecniche di videochirurgia, messa a punto da un chirurgo padovano, che consente di ringiovanire collo e mento senza l’uso del bisturi. Si fa tutto in un’ora e mezza, senza operazioni impressionanti, con tre soli taglietti invisibili. I risultati definitivi si hanno in due settimane e non rimangono cicatrici.
Il lifting come si sa, può salvare molte situazioni di invecchiamento del viso, ma non è certo un intervento da prendere sottogamba: prevede un vasto e traumatico scollamento della pelle della faccia. Il che, oltre a essere di per sé impressionante, comporta spesso  comporta spesso qualche complicazione, anche se transitoria: cute un po’ tirata, perdite e attenuazioni della sensibilità in qualche zona e altro ancora. Certo, si tratta di tecniche sicure se ben eseguite, ma è comprensibile che molti potenziali pazienti, vistane l’invasività, il delicato e non breve decorso post-operatorio e il resto, esitino ad affidarsi al chirurgo per questo intervento.
Ora, però, anche in questo campo cominciano ad affiancarsi i vantaggi derivanti dalla rivoluzione della videochirurgia mini-invasiva.
I lettori sanno di che cosa stiamo parlando. Cominciò nel 1987 il dottor P. M. con la prima colecistectomia laparoscopica: mediante l’introduzione nella cavità addominale, attraverso un forellino, di una microscopica telecamera a stilo e di appositi strumenti chirurgici videocomandabili, il chirurgo francese effettuò l’asportazione della cistifellea calcolosa, procurando al paziente solo alcuni taglietti, quando invece col tradizionale metodo «a cielo aperto» sarebbe occorsa una lunga incisione.
Da allora, una nuova pratica «endovideo», affinatasi nella strumentazione tecnica e nelle procedure, si è dimostrata adatta per numerosi interventi di chirurgia addominale, toracica e vascolare, apportando notevoli vantaggi operatori e post-operatori: riduzione del trauma chirurgico, del dolore, della degenza, delle complicanze infettive e, come si è detto, delle cicatrici.
La nuova tecnica, per sua natura, ha adesso trovato campo di applicazione nella chirurgia estetica. Infatti, la garanzia che il trauma operatorio e le conseguenze post-operatorie sono riducibili al minimo diventa determinante nel far decidere un intervento – un intervento che deve dare proprio bellezza, non problemi – dei pazienti che stiano valutando la possibilità di sottoporvisi o meno.
Una delle prime proposte di applicazione «endovideo» alla chirurgia estetica riguarda il lifting facciale. L’intervento di cui parliamo e che il suo ideatore, il chirurgo estetico padovano dottor Masino Scutari, chiama lifting cervicale mininvasivo videoassistito,ha come obbiettivo l’eliminazione degli elementi che concorrono all’invecchiamento appunto della cervice, cioè del collo: le rughe e il rilasciamento della muscolatura, che progredendo arriva a provocare il doppiomento.
«La mia proposta alternativa al lifting tradizionale», afferma il dottor Scutari, «è molto semplice dal punto di vita procedurale e scaturisce un’ovvia constatazione. Come si sa, anche nel lifting “classico” ottenere il risultato di snellire, sostenere e mantenere nel tempo liscia ed elastica la parte non dipende dall’estensione della parte resecata e da quanto viene tirata quella che resta, ma piuttosto dalla corretta messa in tensione della muscolatura sottostante.
Allora,poiché si tratta di agire sulle strutture muscolari, l’intervento di tipo endoscopico non solo è possibile ma anche più indicato. Infatti, con gli endo-strumenti telecomandati la trazione della muscolatura può essere effettuata e resa stabile mediante plicaggio del tessuto muscolare lavorando dall’interno, direttamente nello spazio sottocutaneo ottenuto staccando la pelle dal piano muscolare. Senza quindi dover esporre la superficie su cui si lavora come si fa nell’intervento tradizionale. Questo, insomma, il vantaggio più importante del lifting videoassistito: ricorrendo esso stesso alla procedura sperimentata e codificata dell’intervento tradizionale (scollamento della pelle e trazione del muscolo), ottiene gli stessi duraturi risultati, ma senza cicatrici. Infatti comporta soltanto tre piccole incisioni (lunghe un centimetro e mezzo ciascuna), situate oltretutto in posizioni che le rendono mimetizzabili, cioè dietro l’orecchio». In pratica il chirurgo, grazie alla «videoassistenza», può fare tutto attraverso queste tre piccole incisioni, con numerosissimi vantaggi per il paziente, oltre all’ assenza di cicatrici.
«Operando “al coperto”», prosegue il dottor Scutari, «anche il rischio di lesione di strutture nervose può essere considerato inesistente, in quanto l’apposito video-stumentario permette un’ottima visione intraoperativa di tutti i particolari, e quindi garantisce una notevole precisione chirurgica.
Infine, assieme a un eccellente risultato estetico, rispetto al lifting a “cielo aperto” è ragionevole attendersi pure un minore dolore post-operatorio e una riduzione delle infezioni, data la minore manipolazione ed esposizione durante l’intervento. Gli svantaggi – si spera solo contingenti – del lifting videoassistito, invece, sono essenzialmente rappresentati da una maggiore durata dell’operazione e dai costi elevati: la metodica, infatti, richiede strumenti sofisticati e,soprattutto, una consolidata esperienza chirurgica sia di lifting facciali sia di interventi endoscopici. In ogni caso, presentando in ambito scientifico la mia tecnica di video-lifting cervicale, ho potuto affermare, anche se l’esperienza è ancora limitata e necessita di ulteriori conferme, che mediante la chirurgia videoassistita applicata al lifting facciale è già oggi possibile ottenere buoni risultati». A noi, quindi, non resta che mostrare il dottor Scutari all’opera, consentendo ai nostri lettori di seguire le fasi essenziali di uno dei suoi interventi di video-lifting.
Prima di tutto, presentiamo la paziente, la signora R., di 46 anni,che ha accettato di farsi fotografare prima, durante e dopo l’intervento. La paziente è già stata «disegnata» con la mappa-guida del chirurgo: una freccia indica il senso della trazione da imporre al platysma, quel muscolo sottile e largo che riveste il mento ed è responsabile del raggrinzamento della cute del collo e dell’abbassamento della mandibola. Nella casistica delle alterazioni cervicali la condizione della signora R. corrisponde alla classe II, che, assieme alla III, è quella in cui di hanno i migliori risultati, col video-lifting: il suo profilo è infatti caratterizzato da la siccità cutanea e muscolare cervicale.
Tra gli strumenti del lavoro chirurgico, il posto d’onore spetta alla «videocamera», composto da una testina con adattatore di collegamento e da un’ottica di 2,5 millimetri di diametro e 35 millimetri di focale. Comincia il video-lifting. Trattandosi di un’operazione su entrambi i lati del viso, il dottor Scutari inizia con il trattare la parte destra del volto della paziente.
Effettuata l’anestesia locale (lidocaina con adrenalina) e la sedazione (propofol in infusione continua), il chirurgo pratica le tre piccole incisioni necessarie per introdurre telecamera e strumenti chirurgici tra la cute e la fascia muscolare.
Ora, il chirurgo comincia a praticare, attraverso le incisioni, lo scollamento della cute dalla fascia muscolare corrispondente alla parte cervico-malare, cioè relativa al collo, alla guancia e allo zigomo. La parte preliminare dello scollamento viene effettuata con un apposito strumento, guidato «al buio» dalla mano esperta del chirurgo lungo la linea divisoria dei due tessuti da scollare. In pratica,il dottor Scutari, mediante un accorto movimento di vai e vieni, crea dei piccoli tunnel che hanno come pavimento il muscolo e come volta il derma. Utilizzando tutti e tre i punti d’ingresso creati con le incisioni, la cannula forma una rete di canali intersecati tra loro. A questo punto, il dottor Scutari passa alle rifiniture, cioè al taglio delle “paretine” e delle “colonnine” dei vari canali rimaste in piedi (briglie di aderenza), prima mediante una forbice smussa e poi con l’assistenza della videocamera. L’inserimento della fonte luminosa illumina il campo operatorio alla telecamera, che permette al chirurgo di vedere sul monitor dove e come recidere con precisione, mediante un’endo-forbice, i residui delle briglie di aderenza.
Completato lo scollamento, occorre iniettare della semplice soluzione fisiologica. È necessario, prima di tutto, per tenere pulita l’area formatasi a seguito dello scollamento dei tessuti e così mantenere ottimale la visione del campo operativo. Serve, inoltre e sopratutto, per creare la cavità necessaria al lavoro chirurgico. Allo stesso modo dell’anidride carbonica dei video-interventi addominali o toracici, qui tocca appunto alla soluzione fisiologica dilatare lo spazio sottocutaneo, in modo da creare il campo operatorio necessario ai movimenti degli strumenti chirurgici, che ora si stanno apprestando alla fase – tutta video-assistita – della trazione e della tenuta in tensione del platysma. Di procede così – operando esclusivamente assistiti dalla telecamera che riporta le endo-immagini sul monitor – alla identificazione del margine laterale del platysma sotto l’angolo della mandibola, usando un endo-strumento speciale (pinza di Allis modificata), che “riconosce” il muscolo dalla sua disponibilità a farsi trarre all’indietro. Sempre tenendo in trazione il platysma con la pinza, il chirurgo passa al «plicaggio», cioè all’applicazione mediante un porta-aghi di diversi punti di sutura dal margine laterale del platysma alla fascia muscolare posteriore all’orecchio (fascia dello sternocleideo-mastoideo nel senso cranio-caudale), ripristinando così l’armonia della curva mandibolare. Effettuato il «drappeggio cutaneo», cioè il modellamento manuale della cute nella parte, da questo lato del volto l’intervento è terminato.Ora tocca all’altro: in tutto ci sarà voluta circa un’ora e mezzo. Dopodiché vedremo se la signora R. è tornata ad avere un profilo da cigno.
L’intervento è stato davvero “dolce”. Durante tutto il tempo, essendo sotto anestesia locale e non sentendo alcun dolore, la signora R. ha ascoltato la rilassante musica diffusa in sala operatoria. Ha seguito incuriosita sul monitor le fasi dell’operazione. Si è lamentata anche: ma solo per essere costretta a stare sempre nella stessa posizione. A un certo punto ha pure chiesto conferma del fatto che, per fare le incisioni, non avevano dovuto tagliarle i capelli. In fine, terminato il video-lifting ed effettuate le necessarie medicazioni, se ne è andata a casa. Proprio così, un drenaggio e una benda per 24 ore, medicazioni per due o tre giorni, risultato definitivo dopo due settimane. Ecco, dunque, dell’efficacia del video-lifting del dottor Scutari. Il giudizio della signora R. sta nel suo sorriso.

TUTTE LE FASI E LE FORME DEL DOPPIO MENTO:
Classe I: minima deformità – l’angolo della mandibola è normale e il muscolo platysma ha un buon tono.
Classe II: rilassamento della cute del collo – non c’è accumulo di grasso né scadente tono del platysma.
Classe III: accumulo di grasso.
Classe IV: accentuazione muscolare, massima a riposo o su contrazione.
Classe V: retrognazia (posizione errata della mascella all’indietro) congenita acquisita.
Classe VI: osso ioide basso, con conseguente deformità nella parte media del collo. 

 

VAPORIZZATORE PER ESTETICA :

Guida: Pulizia del viso come dall’estetista

 

La pulizia del viso,fatta adeguatamente dall’estetista,garantisce una pelle fresca e del tutto priva di impurita’,base a dir poco fondamentale nella cura e nel mantenimento di essa,nelle migliori condizioni possibili. Si sa che vi sono agenti che possono causare alla nostra pelle,specie quella del viso,stress nel vero senso letterale del termine,quali il fumo,gli agenti atmosferici quali vento,esposizione solare eccessiva,e via discorrendo,che causano “photoaging”,ovvero l’invecchiamento precoce della pelle,con conseguente visibilita’ dei primi segni del tempo.Ecco perche’ e’ buona norma la prevenzione e il primo passo per prevenire e’ ovviamente prendersi cura anche del nostro viso,che e’ il biglietto da visita per eccellenza del nostro aspetto.
Una pulizia del viso professionale (ovviamente per chi non ha particolari problemi quali ad esempio l’acne),andrebbe effettuata di norma,una volta al mese,proprio per assecondare il naturale ricambio cellulare che si evolve nell’arco di 30 giorni circa.
Ovviamente non e’ sempre possibile ricorrere ad un’estetista professionale,ma e’ possibile,riproporre anche in casa,una pulizia,sebbene non completissima,quantomeno discreta per curare la nostra pelle in modo adeguato:
La pulizia del viso estetica,in molti casi,include trattamenti specifici,in base al tipo di pelle,quali ad esempio l’acido glicolico,azelaico,e via discorrendo,ma questo lo accennero’ piu’ avanti. Essa si compone dei seguenti passaggi:
-Predetersione -Detersione –Vaporizzazione -Spremitura –Ozono -Tonificazione -Massaggio con crema -Maschera -Crema finale
Molti dei passaggi elencati,sono impossibili da eseguire a casa,quali il massaggio,e l’ozono successivo alla vaporizzazione,ma poco male,la soluzione c’e’!Ma andiamo per ordine e vediamoli uno ad uno:
Predetersione
Si tratta di un passaggio fondamentale in quanto e’ una vera e propria “preparazione” a quelli che saranno i trattamenti successivi:si esegue semplicemente applicando con  i polpastrelli un buon latte detergente (meglio se specifico per il vostro tipo di pelle),con movimenti circolari,ma senza farlo assorbire,comprendendo anche viso e decollete.Una volta applicato,provvederemo a rimuoverlo con una spugnetta umida.Non serve che vi laviate il viso in quanto sarebbe inutile visto il successivo passaggio.
Detersione
La detersione viene effettuata attraverso l’uso di uno scrub o di un gommage.Sostanzialmente la differenza tra i due e’ che nello scrub,troveremo granuli leggermente piu’ grossi e con un potere esfoliante maggiore,mentre nel caso del gommage,piu’ indicato per pelli particolarmente delicate,avremo granuli gommosi e molto meno abrasivi. Lo scrub va applicato (se il caso diluito con un po’ di latte detergente),sempre con i polpastrelli e con movimenti circolari,insistendo nelle zone del viso maggiormente grasse,o al contrario secche in modo che eventuali cellule morte,o eccessi di sebo,vengano rimossi. Anche in questo caso,si comprende anche la zona di collo e decollete,e si rimuove il tutto con una spugnetta umida.
Vaporizzazione
Non tutte,anzi forse quasi nessuna di voi,avra’ come me la fortuna di avere in casa un vero e proprio vaporizzatore estetico.Beh,il problema e’ facilmente ovviabile,sostituendo il macchinario,con una bacinella di acqua bollente alla quale potrete aggiungere una goccia di olio essenziale di camomilla,lavanda o calendula,sostanze lenitive che non fanno mai male,anzi! La vaporizzazione e’ utile per aprire i pori e facilitare in questo modo la successiva fuoriuscita di sebo quando andremo ad effettuare la spremitura. Occorre mantenersi a circa 20 cm dalla fonte di calore,un po’ come quando facciamo i fumenti e attendere in questo modo circa 15 minuti.Qualche minuto in meno se avete couperose o soffrite di rossori o capillari fragili.
Spremitura
E’ uno degli step al quale dobbiamo prestare maggiormente attenzione.La spremitura consiste semplicemente nello schiacciare punti neri e bianchi in modo che il sebo fuoriesca. Lo faremo utilizzando una velina pulita,che durante questa operazione verra’ cambiata con frequenza proprio per evitare che l’infiammazione,principalmente dovuta all’acne ad esempio,si vada diffondendo per tutto il viso. Occorre procedere con delicatezza,e pulire bene la nostra pelle,avendo l’accortezza di disinfettarla una volta terminata questa operazione. Evitiamo di forare con aghi o oggetti simili eventuali comedoni o grani di miglio.Potreste peggioare la situazione incorrendo in eventuali noiose infezioni.
Ozono
L’ozono solitamente e’ incluso nel vaporizzatore e serve,oltre che a facilitare la chiusura dei pori,a disinfettare la pelle.Noi purtroppo a casa questo step non possiamo sostituirlo in alcun modo,se non,come detto pocanzi,disinfettando con del comune disinfettante,le zone trattate.
Tonificazione
Si esegue appoggiando sul viso delle veline,e imbevendole successivamente con un tonico possibilmente privo di alcool per evitare di infiammare ulteriormente la pelle,gia’ “stressata” dalla spremitura. L’ideale e’ l’utilizzo di un prodotto lenitivo che contenga calendula o malva.Nel caso di pelle grassa,contenente rosmarino o agrumi.In questa procedura potete aiutarvi con un pennello a ventaglio. Una volta inumidite le veline poste sul viso,attenderemo qualche minuto fino al momento in cui non vediamo che stanno progressivamente asciugando.Questo significa che la pelle ha assorbito il prodotto a dovere.
Massaggio
Operazione che purtroppo non possiamo effettuare come dall’estetistama che possiamo sostituire con l’applicazione di una crema idratante leggera,con movimenti circolari dal basso verso l’alto partendo dal decollete,per poi passare a collo e viso.
Maschera
In questo caso non abbiamo che l’imbarazzo della scelta,in quanto in commercio,troviamo maschere di qualsiasi tipologia,dal gel alle creme,e per tutti i tipi di pelle.Noi sceglieremo quella piu’ adeguata alla nostra pelle,e ci limiteremo alla normale applicazione seguendo il normale protocollo previsot dal prodotto.Si rimuove poi con la solita spugnetta inumidita.
Crema finale
Anche con la crema finale possiamo spaziare a seconda delle nostre esigenze,scegliendo quella piu’ indicata per il nostro tipo di pelle.E’ importante che sia una crema leggera e non grassa,che non vada ad occludere i pori insomma.
IMPORTANTE
La pulizia del viso puo’ essere implementata con ulteriori trattamenti quali Acido Glicolico,Azelaico,Mandelico,o attraverso l’utilizzo di “Fiale Urto”,ovvero fiale pagliative che grazie a particolari sostanze come a esempio l’albumina,offrono un immediato effetto Lifting. Gli acidi pocanzi citati invece,fanno parte dei Peeling Chimici,utilizzati per favorire,attraverso un’esfoliazione piu’ profonda,il ricambio cellulare e l’attenuazione di macchie,piccole rughe i esiti cicatriziali.Ovviamente tali trattamenti vanno effettuati presso centri estetici o a seconda delle problematiche,dal dermatologo.Non improvvisatevi “estetiste” in quanto essendo acidi,possono essere pericolosi.Questo lo raccomando sempre. 

Pulizia del viso – esempio di protocollo

Di base serve: una sauna facciale o una semplice bacinella con acqua bollente (va bene anche il lavandino), un siero o maschera lenitiva e un olio per il massaggio (attenzione alla tipologia di pelle).
Il resto dei prodotti va scelto a seconda del tipo di pelle.

– Detersione accurata della pelle utilizzando un detergente adatto alla tipologia cutanea;

– Tonificazione utilizzando una lozione tonica analcolica adatta alla tipologia cutanea;

– Applicazione di un peeling (contenente enzimi, AHA o BHA etc…) o di un gommage per favorire il distacco delle lamelle cornee superficiali che mescolandosi al sebo e alle impurità formano un tappo che blocca l’ostio follicolare causando la formazione del comedone;

– Applicazione del vapore caldo ozonizzato per ottimizzare la preparazione della pelle e facilitare l’estrazione manuale delle impurità e dei comedoni;

– Eliminazione manuale accurata e delicata dei comedoni;

– Applicazione di un siero concentrato adatto al tipo di pelle ad effetto: calmante/disarrossante, sebo-equilibrante, idratante/nutriente, tonificante/restitutivo;

– Applicazione di una dose di crema adatta al tipo di pelle per eseguire un accurato massaggio manuale, idratare, nutrire;

– Esecuzione del drenaggio linfatico del viso e del collo utilizzando una speciale apparecchiatura studiata per l’esecuzione di questa tecnica;

– Applicazione della maschera personalizzata adatta al tipo di pelle (maschere di argille ad effetto calmante ed assorbente, maschere/gel arricchite con fitoestratti e complessi vegetali, maschere/crema con effetto idratante ed emolliente etc.);

– Eliminazione dei residui di maschera e tonificazione;

– Conclusione del trattamento con l’applicazione di un cosmetico idratante/protettivo secondo la tipologia cutanea