IL MASSAGGIO HOT STONE

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IL MASSAGGIO HOT STONE 

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Fin dalla notte dei tempi, civiltà e culture millenarie si sono sempre affidate alle pietre per scopi medicinali e per riequilibrare chakra distonici o intervenire su vibrazioni di energia negativa. E il fuoco, e il calore in generale, sono da sempre preziosi alleati anche per fini terapeutici. Combinare questi elementi insieme dà vita all’Hot Stone Massage , conosciuto già da tempo anche in Italia come Massaggio con pietre laviche , praticato da millenni e recentemente tornato in auge grazie alla riscoperta delle beauty farm americane, che lo hanno poi rilanciato in tutto il mondo.

L’azione terapeutica si ottiene applicando sul corpo pietre basaltiche, vulcaniche, ma anche provenienti dal Gange e dai letti di altri fiumi. Le pietre rilasciano lentamente il loro calore: sotto questo punto di vista è importante anche tenere in considerazione il diverso effetto di ogni tipo di pietra: una pietra levigata rilascia il calore in modo più lento e uniforme. A seconda del disturbo da trattare, all’azione della pietra viene associato il massaggio adatto e spesso la terapia viene accompagnata con l’azione di oli o aromi. Il massaggio Hot Stone si può in ogni caso praticare anche a freddo, per venire incontro a chi ha problemi di fragilità capillare, cioè le uniche persone per cui il massaggio con pietre calde è controindicato.
Massaggio con pietre calde, fredde e alternato
Per il massaggio a caldo si scelgono in genere pietre laviche, la cui dimensione e il cui peso dipendono dal tipo di trattamento che è necessario effettuare. Se in genere si prediligono pietre che abbiano una forma che le rende maneggevoli, a volte, per il trattamento di estese parti del corpo, si utilizzano pietre più grandi. Le pietre vengono scaldate, generalmente in acqua, a 65-70 gradi. Sulla parte del corpo da massaggiare viene prima applicato un olio e poi la parte viene manipolata grazie alle pietre, che nel frattempo sono state asciugate. Quando hanno disperso il loro calore vengono sostituite con altre pietre calde. Per il massaggio con pietre fredde vengono usati particolari tipi di quarzo, raffreddati ad hoc per la terapia. Oltre che per coloro che soffrono di fragilità capillare, questa variante del massaggio è particolarmente indicata per gli sportivi. Le pietre fredde stimolano infatti la circolazione causando un restringimento dei vasi sanguigni, migliorando così lo smaltimento delle tossine e l’ossigenazione delle cellule. La tecnica con pietre calde alternate ad altre fredde è consigliato per il trattamento di lesioni muscolari e infiammazioni, poiché stimola la vasodilatazione e successivamente la vasocostrizione, oltre ad avere un effetto sedativo sul sistema nervoso.
I benefici
In generale, questo tipo di trattamento è indicato nel caso di:

  • dolori muscolari, reumatici o artritici
  • mal di schiena
  • stress
  • insonnia
  • depressione

È inoltre indicato per migliorare la circolazione. Ma la terapia, soprattutto se abbinata ad aromaterapia, uso di oli e massaggi, può anche procurare benefici più specifici.
Il massaggio Hot Stone aiuta a sciogliere la rigidezza muscolare, a migliorare la mobilità delle articolazioni e ad alleviare la tensione della colonna vertebrale, principale causa di dolorosi e invalidanti mal di schiena. Decongestiona i depositi linfatici, migliora la ritenzione dei liquidi e influisce positivamente sulla circolazione arteriosa, oltre a migliorare il ritorno venoso. Aiuta a disintossicare l’organismo, sbloccando inoltre gli scambi metabolici. Ha inoltre anche effetti estetici, poiché leviga e rilassa la pelle.
Senza contare i benefici sull’umore e sul benessere dello spirito, che troppo spesso si tende a mettere in secondo piano rispetto al corpo. La tecnica Hot Stone procura una generale sensazione di benessere e relax, e l’aumento della sensibilità nei confronti delle persone e del mondo. Inoltre, contribuisce ad acquisire una maggiore consapevolezza del proprio corpo.

Sui Chakra

Oltre che su parti doloranti o malate, le pietre possono essere, secondo la concezione olistica, appoggiate direttamente sui chakra, per migliorare il flusso di energia all’interno del corpo. Considerati come ruote o porte di energia, I principali chakra sono sette. “Risintonizzare” un chakra influenza il flusso di energia, positiva e negativa, e influisce su particolari stati d’animo e aspetti della vita a cui lo specifico chakra è correlato.
Controindicazioni
Il trattamento con pietre calde è controindicato per chi soffre di fragilità capillare. È inoltre sconsigliato su ferite aperte e lesioni cutanee e in caso di nausea, febbre e infiammazioni dei vasi linfatici.
La tecnica Usa

Il massaggio Hot Stone deriva da due tradizioni fondamentali: quella Ayurvedica e quella degli Indiani dell’Arizona. Il trattamento più diffuso in occidente proviene dagli Stati Uniti. Qui alcuni anni fa Mary Hannigan Nelson, considerata la fondatrice della tecnica usata attualmente, ha fuso insieme la tradizione dei nativi con elementi New Age, dando vita a una cerimonia di massaggio che utilizza 72 tipi di pietre, 54 nere e calde, di origine vulcanica, e 18 bianche e fredde, ad esempio il marmo.  La tecnica diffusa dalla statunitense prevede due fasi principali del massaggio: durante la prima si riequilibrano i chakra, stimolati dal calore delle pietre. In questa fase infatti vengono utilizzate solo le pietre nere riscaldate. Durante la seconda fase invece si applicano anche le pietre bianche. Il trattamento dura circa un’ora.
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Lettino professionale per Fisioterapia

Lettino professionale per Fisioterapia

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Lettino ad alte prestazioni con foro facciale
particolarmente adatto per fisioterapia e osteopatia.
Diviso in otto sezioni che consentono di
facile regolazione in più posizioni. Gambe indipendente.
Dotato di due motori che controllano l’altezza del tavolo e ritorno.
Robusta struttura in metallo con ruote retrattili
per facilitare il loro spostamento.
Rivestimento in PU e imbottitura ad alta densità.

Formato del prodotto: 207x58x88 centimetri
Peso: 69 Kg.
Rivestimento: PU
Motori: 2

Foro facciale
Escursione  60/88 cm

Pedaliera comando movimenti inclusa

 

Un buon lettino aumenta il piacere e l’efficacia del massaggio 

Quella del massaggiatore è tra le professioni che hanno visto un maggiore incremento negli ultimi anni, sia in termini di popolarità che di sbocchi professionali. Accanto al fisioterapista tradizionale, sono apparsi i professionisti dello shiatsu, del massaggio ayurvedico, dell’agopressione, della pressoterapia, del massaggio addominale e della riflessologia. Molti agopuntori inoltre praticano il massaggio prima o dopo la seduta con gli aghi per aumentare l’effetto di quest’ultima. Il mercato si è adeguato incrementando l’offerta di accessori per massaggiatori, primo tra tutti il lettino.

Avete appena concluso la vostra specializzazione e state attrezzando il vostro studio per avviare un’attività in proprio? Oppure avete cambiato studio o volete rimodernizzare i locali dove esercitate attualmente? In tutti questi casi, molto probabilmente la prima cosa che starete cercando è un buon lettino da massaggio che soddisfi i vostri clienti e vi renda facile al compito, permettendovi di fare massaggio dopo massaggio per tutto il giorno.
Quali elementi dovete considerare nella scelta di un lettino per massaggi?
Ci sono alcune caratteristiche che è bene tenere presenti prima di navigare in rete per il vostro acquisto:

  1. larghezza del lettino. Qui ci sono due esigenze contrapposte: chi riceve il massaggio opterebbe per un lettino che sia il più largo possibile, mentre chi fa il massaggio trova scomodo un lettino troppo largo, perchè risulta faticoso per schiena e braccia. La soluzione ottimale consiste in un lettino di larghezza media con possibilità di aggiungere bracciali laterali per pazienti con spalle particolarmente larghe.
  2. altezza del lettino. Qui l’esigenza principale è quella del massaggiatore. Il lettino dovrebbe arrivare all’altezza del polso del massaggiatore. Molti lettini sono regolabili tra i 60 a i 90 cm, ma controllate quali sono le misure intermedie che si possono effettivamente raggiungere.
  3. lettino ripiegabile o fisso. In termini di stabilità (e un massaggio ne richiede parecchia), un lettino fisso è preferibile, in quanto essendo più pesante difficilmente si muoverà mentre praticate il massaggio. Ma a volte un massaggiatore pratica il suo lavoro a domicilio, per esempio recandosi in luoghi di lavoro o cliniche e spostandosi più volte al giorno. In questo caso, un lettino ripiegabile diventa d’obbligo. Un espediente che potete usare per aumentare la stabilità è quello di fissare il lettino al muro o a qualche altro oggetto robusto. Attentionze: da non confondersi con i lettini ripiegabili sono i lettini a diversi snodi (per esempio, quelli ad uno snodo hanno lo schienale inclinabile, quelli a due e tre snodi hanno anche altre parti inclinabili).

 Attrezzature Medicali

Lettini
Poltrone
Sgabelli
Carrelli
Servo Mobili
Lavandini Cabina

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Cabina estetica in farmacia



Cabina estetica in farmacia 

Già dallo scorso anno è oramai una realtà, all’interno delle farmacie, la realizzazione di locali attrezzati per trattamenti corpo e viso fino ad ora ad esclusivo appannaggio dei centri estetici.
Oggi quindi l’estetista ha un concorrente in più o una nuova opportunità di collaborazione, crescita e sviluppo del proprio mercato?
Probabilmente è già chiaro il messaggio che da questo post vuole trapelare: nuovi locali e, soprattutto, nuovi contesti in cui parlare di estetica devono considerarsi un ampliamento del target raggiungibile in termini di clientela e quindi un’opportunità di vendita e incremento fatturato.


Quali sono i vantaggi immediati:

– coinvolgere in trattamenti estetici una nuova fascia di clientela composta da chi da sempre si fida più del consiglio del farmacista, in termini di creme, che di quello dell’estetista.
– avere una nuova location lavorativa dove poter proporre trattamenti eseguibili solo presso il centro estetico, quindi l’occasione in un certo senso di poter dirottare il traffico di utenti.

– ampi locali o vetrine esposte in luoghi di passaggio in cui poter inserire o affiggere poster e cartelloni con pubblicità e promozioni varie, inoltre un corner interno ad altissima visibilità.
Basta infatti pensare a quante persone accedono ad una farmacia quotidianamente.

– possibilità di ampliare l’organico offrendo alle farmacie un servizio di prestazione d’opera magari limitato ad alcune prestazioni o ad alcuni giorni della settimana.
Insomma già solo per questi motivi tentare di instaurare un rapporto di collaborazione con le farmacie è sicuramente una strada percorribile, soprattutto in questo periodo di crisi, quando trovare un’idea nuova diventa una necessità.

In ultimo riteniamo anche che gestire una cabina all’interno di una farmacia potrebbe essere una soluzione lavorativa qualificante per tutte quelle estetistiche che si trovano nell’esigenza di abbattere i costi di attività, così da poter chiudere i propri locali ma ciò nonostante continuando la propria attività in un ambiente congruamente attrezzato.
Un’altra valida alternativa per evitare l’abusivismo che inevitabilmente si offre come opportunità a chi si trova nelle condizioni di chiudere la propria attività.
Per sapere di più sulla normativa che regolamenta la presenza di cabine estetica nelle farmacie potete consultare:
http://dpe.confartigianato.it/sistema-imprese-mestiere/2107/79/cabina-estetica-farmacia-cosa-bisogna-sapere

Dove acquistare le attrezzature :

 

Microdermoabrasione



Microdermoabrasione

http://vimeo.com/69975107

TRATTAMENTO LEVIGANTE E REVITALIZZANTE CON MICRODERMOABRASIONE

Gli studi intrapresi da anni nel campo della medicina estetica, della dermatologia e della chirurgia estetica hanno contribuito allo sviluppo della microdermoabrasione controllata a cristalli inerti. Questa tecnica permette al medico di effettuare trattamenti ambulatoriali, veloci, precisi, efficaci e non traumatici. Con la microtermoabrasione dei microcristalli vengono “sparati” sulla pelle attraverso un un manipolo ottenendo un effetto levigante. Si rimuove così lo strato corneo superficiale. I microcristalli vengono poi aspirati attraverso lo stesso manipolo insieme ai residui di cellule morte. Eseguendo correttamente la metodica, i disagi, (sanguinamento, escoriazioni, reazioni forti di arrossamento, dolore) sono da considerarsi un evento raro. La microdermoabrasione controllata a cristalli inerti è utile nel trattamento di vari inestetismi e/o patologie cutanee: acne, cicatrici post-acneiche, rughe e invecchiamento cutaneo, iperpigmentazioni, cicatrici post-chirurgiche, smagliature. Gli inestetismi e/o le patologie che possono essere trattate e per le quali vengono date indicazioni sono le seguenti:

  • seborrea;
  • iperpigmentazioni;
  • rosacea e couperose;
  • rughe;
  • cicatrici post-acneiche;
  • cicatrici post-chirurgiche deturpanti;
  • esiti da ustioni cicatriziali;
  • cheloidi inattivi;
  • tatuaggi;
  • strie atrofiche cutanee-smagliature.

Possono essere trattate inoltre tutte le patologie considerate nella dermoabrasione meccanica o chimica.
Tutte le aree cutanee del corpo possono essere trattate: viso, collo décolleté, braccia, schiena, arti inferiori ecc. Variano naturalmente il tempo di applicazione, il numero delle sedute, i cosmetici e/o i farmaci complementari il tipo di trattamento.

Microdermoabrasione per l’attenuazione di rughe e per l’invecchiamento precoce  Esempio di protocollo
  • Detergere accuratamente la pelle del viso, collo e décolleté utilizzando un detergente delicato, idratante
  • Tonificare utilizzando un tonico analcolico contenente estratti vegetali ad azione addolcente, idratante
  • Applicare sul viso, collo e décolleté una concentrazione di AHA scegliendo la più adatta al tipo di pelle e agli spessori cutanei (30% -40% o 70%). Rispettare i tempi di posa a seconda della tolleranza individuale: da 3 a 10 minuti
  • Terminata l’applicazione, eliminare ogni residuo di prodotto mediante risciacquo accurato. Applicare sulle zone cutanee da trattare l’apposita lozione sgrassante
  • Asciugare perfettamente la pelle ed eseguire l’applicazione di microdermoabrasione utilizzando l’apposito accessorio e regolando i meccanismi leviganti e stimolanti a seconda degli spessori cutanei. Conclusa l’applicazione, eliminare accuratamente ogni residuo di polvere levigante ed applicare sulle zone trattate uno strato uniforme di crema acidificante e riacidificante per lenire e rinfrescare la pelle. Tempo di posa 10-12 minuti
  • Eliminare ogni residuo di crema acidificante ed applicare sulla pelle una dose di Siero concentrato nutriente – revitalizzante (principi attivi contenuti: estratti vegetali di aloe, equiseto, complessi vitaminici e oligoelementi di derivazione termale e marina, aminoacidi ecc.). Favorire l’assorbimento del prodotto con manovre di massaggio manuale tonificante
  • Applicare una dose generosa di crema idratante sulle zone di pelle trattata e favorire l’assorbimento del prodotto con un accurato massaggio manuale modellante .Nel caso di pelle particolarmente arida, alipidica, senescente aggiungere una crema ricca, nutriente. (principi attivi: vitamina A e E, olio di germe di grano, jojoba, aloe e centaurea)
  • Terminato il massaggio manuale, eliminare i residui di crema ed applicare una maschera rigenerante (principi attivi contenuti Provitamina B5, Vitamina E, estratti vegetali ad azione idratante, lenitiva quali l’aloe, la melissa, la camomilla ecc.). Tempo di posa: 10 -15 minuti. Dopo il tempo di posa, eliminare i residui di maschera e tonificare
  • Concludere il trattamento applicando sulla pelle una dose di Siero concentrato nutriente – revitalizzante. Fare assorbire. Proteggere la pelle idratandola con cura. Applicare un film protettivo e uniforme di crema specifica post – peeling contenente principi attivi emollienti e vitamina E

Nel caso di pelle senescente particolarmente atona si suggerisce di alternare alla maschera sopra descritta una specifica maschera calco – modellante, soprattutto quando si esegue un ciclo di trattamenti. Le prime 3 – 6 sedute, che consentono di ottenere risultati evidenti e duraturi, sono abitualmente eseguiti con frequenza bimensile. Dopo questo primo periodo, il medico valuterà accuratamente i risultati per prescrivere una terapia di mantenimento (abitualmente, nel caso di pelli prive di particolari inestetismi si suggerisce una seduta di mantenimento ogni 30-40 giorni).
L’esperto consiglia
Nei giorni successivi al trattamento (2-4 giorni) si raccomanda di:

  • Idratare e nutrire accuratamente e frequentemente la pelle;
  • Non utilizzare cosmetici domiciliari contenenti alfa e beta idrossi-acidi o altre preparazioni esfolianti;
  • Non fare lampade abbronzanti;
  • Utilizzare ogni mattina un cosmetico protettivo contenente filtri UVA-UVB;
Microdermoabrasione per il trattamento di iperpigmentazioni cutanee  Esempio di protocollo
  • Detergere accuratamente la pelle utilizzando un detergente adatto alla tipologia cutanea
  • Tonificare utilizzando un tonico analcolico adatto al tipo di pelle
  • Applicare sulle zone di pelle da trattare uno strato uniforme di crema acidificante e riacidificante. Tempo di posa 10-12 minuti
  • Eliminare i residui di crema acidificante ed eliminare ogni traccia di prodotto cosmetico o di impurità utilizzando la specifica lozione sgrassante per eliminare dalla cute ogni traccia di sebo o prodotti precedentemente utilizzati
  • Eseguire la microdermoabrasione in maniera accurata, avendo cura di trattare in maniera minuziosa e corretta le zone interessate da discromie e iperpigmentazioni. Valutare attentamente le reazioni e la sensibilità individuale. Terminata l’esecuzione eliminare con cura ogni traccia di cristalli inerti
  • Applicare sulle zone cutanee affette da iperpigmentazioni o cheratosi la specifica formulazione depigmentante (principi attivi contenuti: acido cogico, acido glicirretico ). Fare assorbire
  • Applicare, dopo l’assorbimento del depigmentante/schiarente una concentrazione di gel contenente AHA (il medico valuterà la concentrazione adatta al soggetto in trattamento). Questo tipo di prodotto favorirà la penetrazione della formulazione ad azione depigmentante – sbiancante. Il tempo di posa sarà valutato in relazione agli spessori cutanei ed alla reazione individuale
  • Dopo l’applicazione degli AHA, eliminare ogni residuo mediante accurato risciacquo
  • Applicare sulle aree cutanee trattate una maschera specifica ad azione sbiancante, lenitiva ( principi attivi contenuti: estratti vegetali contenenti bioflavonoidi, acido glicirretico, estratto di liquerizia, vitamina C, Vitamina E, zolfo, caolino, argille). Tempo di posa:10-15 minuti. Dopo il tempo di posa, rimuovere la maschera e tonificare utilizzando un tonico analcolico regolatore del pH cutaneo
  • Applicare sulle zone pigmentate una dose di prodotto ad azione depigmentante, sbiancante. Fare assorbire
  • Applicare una dose di crema idratante – dermoprotettiva contenente filtri schermanti UVA – UVB

L’esperto consiglia
Nei giorni post – trattamento (3-4 giorni successivi al trattamento ambulatoriale) si raccomanda di:

  • idratare accuratamente la pelle più volte al giorno
  • utilizzare quotidianamente, due volte al giorno (sera e mattina ) un prodotto specifico schiarente – depigmentante sulle zone affette da iperpigmentazioni cutanee
  • non utilizzare cosmetici contenenti alfa e beta idrossi-acidi
  • non sottoporre le zone cutanee trattate a lampade UVA – UVB
  • utilizzare ogni mattina prima del maquillage un prodotto idratante protettivo contenente filtri schermanti contenenti fattori di protezione UVA -UVB contenenti filtri fisici (per es. biossido di titanio)

NB. Il numero delle sedute sarà deciso a seconda della risposta individuale. Abitualmente si esegue un ciclo iniziale di 4 – 6 sedute a frequenza settimanale o bisettimanale.
Dopo questo primo periodo, il medico valuterà accuratamente i risultati per prescrivere una terapia di mantenimento. La terapia delle iperpigmentazione prescinde da un’indagine accurata, ed è importante una terapia costante sia ambulatoriale che domiciliare per prevenire ed attenuare la formazione di questi inestetismi.

Microdermoabrasione per il trattamento di esiti cicatriziali post acneici  Esempio di protocollo
  • Detergere accuratamente le zone cutanee da trattare utilizzando un gel detergente contenente estratti vegetali ad azione seboequilibrante – purificante
  • Tonificare utilizzando un tonico analcolico regolatore del pH cutaneo
  • Applicare sulle aree cutanee da trattare uno strato uniforme di crema acidificante – riacidificante .Tempo di posa :10 -12 minuti
  • Dopo il tempo di posa, eliminare accuratamente i residui di crema acidificante utilizzando dischetti di cotone idrofilo imbevuti di tonico regolatore del pH cutaneo
  • Sgrassare accuratamente la cute utilizzando l’apposita lozione, per eliminare ogni traccia di sebo e impurità
  • Applicare sulle aree cutanee da trattare una dose di gel contenente AHA (acido glicolico, lattico, malico, e BHA – acido salicilico. L’operatore sceglierà la concentrazione più adatta alla tipologia e alle differenti zone cutanee. Il tempo di posa è relativo alla reazione individuale, alla sensibilità e ai sintomi riferiti dal paziente durante l’applicazione. Tempo di posa: da 3 a 15 minuti
  • Dopo il tempo di posa, eliminare accuratamente ogni residuo di prodotto mediante risciacquo accurato
  • Applicare il TCA (acido tricloracetico) nelle zone affette da esiti cicatriziali severi, utilizzando un cotton fiocc o una garza sterile. La concentrazione del TCA ( 15%- 20 % -25 %) sarà decisa dal medico in base alle caratteristiche cutanee ed alla tolleranza individuale. Controllare accuratamente le reazioni cutanee (bruciore, rossore, frost). Lenire la sensazione di bruciore con impacchi freddi fino a quando il/ la paziente riferisce di non avvertire più sensazioni fastidiose
  • Applicare sulle zone trattate una maschera calmante, assorbente arricchita da sostanze ad azione schiarente, (estratti vegetali di camomilla, bardana, liquerizia, zolfo, argilla bianca, argilla verde ecc.) Tempo di posa:15 minuti circa
  • Dopo il tempo di posa, eliminare la maschera mediante risciacquo ed applicare sulla pelle una crema idratante, disarrossante, contenente filtri schermanti UVA -UVB

NB. Il numero delle sedute e la loro frequenza sono in relazione al tipo di pelle, alla reazione individuale. Il primo ciclo di trattamenti è mediamente di 6 – 8 applicazioni ogni 8 – 15 -20 giorni .Dopo questo primo ciclo di trattamenti il medico valuterà le reazioni individuali per decidere la terapia di mantenimento.

L’esperto consiglia
Nei giorni successivi alle applicazioni ambulatoriali (3-5 giorni), si raccomanda di:

  • Non applicare alcuna formulazione contenente AHA o BHA (acido glicolico, lattico o salicilico);
  • Idratarev accuratamente la pelle più volte al giorno;
  • Utilizzare, nel caso di esfoliazioni o aridità evidente, pomate emollienti ad azione ammorbidente – lenitiva;
  • Non sottoporsi a lampade UVA – UVB ed evitare accuratamente esposizioni al sole, proteggendo la pelle con prodotti protettivi contenenti filtri schermanti UVA – UVB (biossido di titanio);
  • Utilizzare ogni giorno, qualora si avvertisse pizzicore, bruciore e arrossamento, una maschera ad azione assorbente, calmante, rinfrescante (a base di argille, fanghi vegeto – minerali di origine termale arricchite di estratti vegetali quali: camomilla, tiglio, melissa).
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Come arredare un salone per parrucchieri e estetica

Come arredare un salone per parrucchieri

Per allestire un salone per parrucchieri è necessario un arredamento funzionale e personalizzato. L’arredamento classico per coiffeur comprende poltrone, specchi, mensole, lavaggi, complementi e registratore di cassa. Leggi la guida per conoscerne caratteristiche, tipologie, e come scegliere il miglior arredamento per parrucchieri in base a criteri di qualità, prezzo, offerte e corretta informazione per il consumatore.

Uno dei primi complementi che un salone appena aperto si trova ad acquistare, sono proprio le sedute. Le poltrone sono fondamentali: devono essere progettate esplicitamente per questo lavoro, per garantire un elevato comfort sia alle clienti che al parrucchiere che deve lavorarvi attorno. Le poltrone possono essere unisex, adatte cioè indifferentemente a tutti i clienti e poltrone studiate espressamente per le donne e per gli uomini. Il design attualmente offre sedute a pozzetto o a calice, estremamente comode, con struttura in resina nera (la più economica), alluminio o metallo cromato e rivestimento in stoffa, similpelle o pelle.
L’importante, acquistando una poltrona per parrucchieri, è scegliere il modello estensibile per regolare l’altezza della cliente e garantire al parrucchiere una corretta posizione di lavoro. In questi modelli, il gambo della sedia è dotato di una pompa idraulica a leva che sposta la seduta su varie altezze. Le poltrone da uomo, comunemente intese come poltrone da barbiere, presentano alcune differenze rispetto alle sedute da donna.
In primis poggiatesta e poggiapiedi, generalmente non necessari per le clienti e poi schienale reclinabile, utile per ottenere una posizione ottimale durante la rasatura. Anche le poltrone da uomo sono provviste del sistema di regolazione a pompa idraulica, azionabile tramite levetta a mano o a piede. Alcuni modelli sofisticati o dal design più ricercato, sono corredati da porta phon o impreziositi con intarsi in legno.
La scelta della poltrona ottimale dipende, oltre che da una questione di budget, anche dallo stile dell’ambiente circostante; l’arredamento di tutto il salone deve risultare più armonico ed uniforme possibile. Infine, esistono modelli di seduta unisex: si tratta di poltrone “da uomo” pensate anche per un pubblico femminile soprattutto del reparto estetica: per le operazioni di trucco, cura delle sopracciglia o interventi estetici similari, è utilissimo che la cliente sieda su una poltrona dallo schienale reclinabile.


Lavaggi

Con questo termine, un pò tecnico, si intendono i mobili-lavandino destinati allo shampoo. In base alle esigenze del salone si possono acquistare lavaggi singoli o in blocco. Nel primo caso si tratta di poltroncine o semplici sedute inglobate in una struttura in plastica, metallo o alluminio anodizzato alla cui estremità è posizionato il lavandino, cioè una vaschetta bianca basculante per adattarsi bene al collo dei clienti ed evitare che l’acqua del lavaggio scivoli sul collo bagnando i vestiti.
Per quanto riguarda i lavaggi in blocco, sono generalmente costituiti da due o più sedute incastonate in un’unica struttura. I lavaggi vanno poi fatti allacciare all’acqua corrente. E’ bene quindi soffermarsi anche sulla scelta del miscelatore più idoneo da attaccare al rubinetto: meglio se monocomando poiché è più pratico per regolare velocemente la temperatura dell’acqua anche con una mano sola.
La moderna concezione del salone come oasi di bellezza e relax a tutto tondo, ha portato i designer di componenti per parrucchieri a realizzare dei lavaggi dotati di tutti i comfort. Ad esempio le poltrone shiatsu che, grazie ai loro programmi pre-impostati, regalano un morbido massaggio alla cliente seduta allo shampoo. La poltrona massaggiante si attiva elettricamente anche a distanza, essendo dotata quasi sempre di un telecomando. Al momento di acquistare i lavaggi, tenere presente anche l’acquisto di un piano di lavoro e di un mobiletto porta asciugamani che deve essere a portata di mano. Alcuni modelli di lavaggio, sono dotati di vano porta salviette e di porta bottiglie adatti a contenere i prodotti detergenti.
In alternativa, progettare insieme all’architetto una soluzione funzionale o facendoli costruire su misura. Ideali sono le cassettiere, in impiallacciato verniciato o in palissandro o delle vere e proprie strutture con ripiani e sportelli in laminato di diversi colori. Alcuni di questi modelli sono dotati di lavabo e di piano da lavoro per preparare le tinture e gli altri trattamenti estetici. La collocazione ottimale di questi mobili è alle spalle dei lavaggi.

Posti lavoro

Dopo i lavaggi, il secondo componente d’arredo assolutamente necessario per aprire un salone è la mensola da lavoro cioè l’allestimento di specchio e poltrona per eseguire il taglio. Esistono fondamentalmente due tipi di mensole da lavoro: quelle a parete, utili soprattutto a chi ha poco spazio o vuole ottimizzare al meglio quello disponibile nel salone e quelle a isola, più scenografiche ma più impegnative in termini di spazio occupato.

Le mensole da lavoro rispecchiano un po’ lo stile e i gusti del parrucchiere che le userà e, essendo i pezzi che più saltano all’occhio (delle clienti, dei passanti), occorre sceglierli con calma, cercando di rappresentare, attraverso il design il proprio modus operandi. Ad esempio, un parrucchiere giovane, di tendenza, con una clientela giovane, alla moda e aperta agli stili alternativi, può scegliere per il proprio salone una postazione da lavoro a parete, con uno specchio sabbiato retroilluminato con colori sgargianti, poltroncina nera in plastica o similpelle e poggiapiedi e piano di lavoro in metallo cromato satinato oppure lucido.

Per i parrucchieri che hanno invece una clientela selezionata, raffinata e tanto spazio a disposizione, sono bellissime le isole da lavoro a quattro posti: un tavolo decò quadrato laccato argento e quattro specchi ovali con gambo corto da poggiare sui quattro lati. Poi esistono soluzioni per chi ha esigenze di compattezza, come le postazioni con mobile di servizio a scomparsa, estraibile da dietro lo specchio. La scelta è vastissima: dalle soluzioni minimali in alluminio o cristallo a quelle complesse, estremamente rifinite e appariscenti.

Una valida alternativa, soprattutto per chi tiene anche lezioni nel proprio salone è rappresentata da una mensola di lavoro a isola centrale, due posti, mobile perché montata su rotelle. Oppure, soprattutto per chi costruisce acconciature anche laboriose, una postazione dotata di specchio inclinato verso l’esterno, ideale per garantire un’ottima visione d’insieme sull’acconciatura stessa.

Cassa reception

Il banco cassa è un mobile per appoggiare il registratore di cassa e generalmente va posto all’ingresso del salone. Solitamente funge anche da reception: un PC o un’agenda per gestire gli appuntamenti, un porta biglietti da visita con il nome e l’indirizzo del salone, un cestino con le caramelle da offrire alle clienti o una composizione di fiori freschi o secchi. Il mobile, quindi deve essere sufficientemente capiente e specifico per questo uso. Sarà uno dei primi complementi di arredo che i clienti vedranno appena entrati in salone. È importante quindi che sia collocato in un posto idoneo e che sia curato nel design e nella disposizione degli oggetti che contiene.
Come per gli altri accessori, anche per questo mobile la scelta sul mercato è vastissima: si passa da soluzioni classiche dalle morbide curve in legno o laminato plastico, fino ai modelli dalle line essenziali in metallo e vetro satinato o in legno bianco laccato e alluminio, veri e propri oggetti di design. Molte delle proposte di banchi cassa presenti sul mercato, sono realizzate in nobilitato: un’anima in legno rivestita in materiale sintetico.
Il mobile assume così un aspetto gradevole, può essere presentato in diverse colorazioni ed è molto resistente. Molti complementi per la cucina sono infatti prodotti con questo semilavorato. Qualora il budget a disposizione non permettesse l’acquisto di un mobile cassa appositamente concepito per questo uso, si può optare per soluzioni più economiche come un semplice tavolo magari ricoperto con un drappo di stoffa arricciata su un lato che richiami lo stile del salone.
Oggetto di design o meno, è bene che il mobile cassa sia comunque presente: dà professionalità all’intero salone, permette di accogliere le clienti creando intorno da esso una piccola sala d’attesa e permette di gestire comodamente e in uno spazio idoneo l’agenda degli appuntamenti e la contabilità.

Complementi d’arredo

Come dicevamo, è utile in un salone di bellezza, ricavare un piccolo ambiente più raccolto dove fare accomodare le clienti in attesa. Questo spazio, ad esempio, può svilupparsi intorno al banco cassa. Fondamentale è provvedere all’acquisto delle sedute: poltroncine, divanetti o semplici sedie, purché comode e commisurate al numero dei clienti normalmente previsti in attesa contemporaneamente. Ci sono sedie con telaio in metallo, poltrone con seduta indeformabile a lunga durata, ideale per un salone superaffollato, divanetti con telaio in alluminio e seduta super imbottita in tessuti sgargianti. Design morbido, spigoloso, romantico, ce n’è per tutti i gusti e naturalmente per tutti i budget. Chi lo desidera, per il proprio salone, può acquistare delle panche in luogo delle classiche sedute: appoggiate al muro fungono da perfetti complementi d’arredo e, dotate di comodi cuscini, rendono gradevole l’attesa.
Hanno il duplice vantaggio di essere usate a parete o come divisorio fra un ambiente e l’altro, per delimitare lo spazio e guidare l’occhio delle clienti che entrano in un ambiente vasto e pressoché privo di divisioni. Oltre alle sedute, si può arricchire la zona “attesa” con tavolini sui quali esporre riviste di settore e di cronaca rosa, ciotole con cioccolatini o caramelle o vasi di fiori o di rami secchi addobbati secondo il proprio gusto e la propria fantasia. A meno di non aprire un salone in franchising con qualche grande brand (in tal caso il layout degli interni è conforme per tutti i saloni alla casa madre), il locale deve esprimere il più possibile la personalità del parrucchiere che vi lavora: attraverso la scelta di colori, forme, oggetti si può comunicare alla clientela il proprio stile e il proprio way of life.
Oltre al banco cassa, anche gli espositori possono rivelarsi utili componenti: per riempire lo spazio e per esporre i propri prodotti. Acciaio, legno, vetro, plexiglas: da fissare a parete o da usare come divisorio.

Reparto estetica

Molti saloni sono concepiti come istituti di bellezza veri e propri e quindi non è raro che siano dotati anche di un reparto estetica. In questo caso, è necessario adibire delle stanze a questa esclusiva funzione e dotarsi dell’arredamento professionale adatto. Nel reparto estetica non può mancare il lettino per massaggi: di misure generalmente standard, può avere una struttura in legno multistrato e materassino in lattice ecologico oppure, in soluzione più economica, si può acquistare una struttura ignifuga in tubolare e materassino in poliuretano espanso rivestito di similpelle.
Il secondo accessorio da acquistare è un carrello porta prodotti: anche qui ci sono diverse soluzioni disponibili: dal legno al tubolare passando per l’alluminio. L’importante è che abbia le rotelle per consentire un facile spostamento. Con una spesa non eccessiva, si può comprare anche il carrellino per la manicure e quello porta cera: con piano di lavoro e seggiolino incorporato il primo, regolabile in altezza e con un capiente cassetto il secondo.
Infine, per completare il reparto estetica si può comprare una poltrona cosiddetta multifunzionale dallo schienale regolabile a seconda del trattamento da eseguire: massaggio, trattamenti viso e trucco o manicure. Alcuni modelli hanno come optional il porta rotolo, un modo pratico per avere la carta da appoggiare sulla superficie sempre a portata di mano. Per gli interventi di precisione, per rifinire il trucco, ridisegnare l’arco sopracciliare, pulire profondamente il viso e via dicendo, può rendersi necessaria una lampada bifocale.
Dotata di gambo allungabile e direzionabile, emette una luce fredda e consente un ingrandimento fino a 4 diottrie. Sgabelli con pompa a gas e ruote omnidirezionali per le estetiste, completano l’arredamento base del locale estetica.

Dove acquistare le attrezzature :
  • Nostri Contatti
  • Sun Estetic Store
  • via Montegrappa 7/A
  • 20835 Muggiò – MB
  • Tel. 3487092335
  • Mail : sunesteticstore@gmail.com

Fotoringiovanimento Lampade al collagene

Fotoringiovanimento
Lampade al collagene

Ma che cos’è il collagene?
Il collagene è un tessuto elastico che sostiene ed avvolge il nostro tessuto connettivo, ovvero il supporto elastico di tutte le cellule del corpo e degli organi. E’ costituito da fibre e proteine che conferiscono forma ed elasticità al tessuto connettivo e rassodano la pelle. Sino all’età di 25 anni la pelle produce sufficiente collagene per conservarla elastica e compatta. Dopo i 25 anni di età la produzione di collagene diminuisce gradualmente, generando invecchiamento della pelle che diventa più debole, grinzosa e rugosa.
Come si può stimolare la produzione di collagene?
Alcune cellule della pelle possono essere stimolate per produrre fibre di collagene, grazie a speciali onde luminose, emessi da speciali tubi, che lavorano in una determinata gamma dello spettro della luce (633 mm). Per effetto della stimolazione, l’assorbimento di ossigeno della pelle migliora con conseguente disintossicazione ed idratazione. Il processo ha un effetto tonificante sulla pelle ed influisce positivamente sulla rigenerazione cutanea, la rete di collagene risulta rinforzata. In questo modo, le strutture cutanee già segnate vengono rimodellate.La luce rosa per il collagene non contiene raggi ultravioletti o irradiazione infrarossi e non sono conosciuti a livello scientifico effetti collaterali negativi.


La fotobiomodulazione usata in estetica.
La Fotobiomodulazione è un trattamento usato da oltre 10 anni in chirurgia estetica con lo scopo di ottenere una migliore rimarginazione delle cicatrici nel post-operatorio. Il suo funzionamento si basa sull’effetto che alcune frequenze di luce specifiche hanno sull’organismo.
Rispetto al passato, in cui la Fotobiomodulazione veniva eseguita solo negli ospedali attraverso l’utilizzo di sorgenti a LED, oggi la tecnologia permette la costruzione di lampade che emettono la stessa frequenza attivatrice con costi più contenuti rispetto alla precedente tecnologia.
Le nuove Lampade al Collagene diventano così un sistema nuovo nel combattimento alle rughe. Sviluppate sulla base dei più recenti studi sulla fototerapia, le lampade emettono una luce rosa-rossa chestimola la pelle a produrre nuovo collagene.
Il processo attivato dalle lampade, è chiamato Fotobiomodulazione e aumenta la produzione di collagene da parte dei fibroblasti di ben 4 volte rispetto al normale valore di produzione.

Il processo di fotoringiovanimento contro le rughe Il nuovo macchinario Young applica le più recenti scoperte del mondo della fototerapia.
Questa nuova tecnologia, che si è sviluppata con celerità nel mondo medico ed estetico si basa sull’effetto biologico che alcune lunghezze d’onda di luce hanno sul nostro organismo.
In particolare è stato dimostrato scientificamente (da diversi studi, qui uno studio effettuato dal Dr. David J. Goldberg (Traduzione italiana)) come, a distanza di poche settimane, è possibile ottenere unasensibile e visibile diminuzione delle rughe grazie ai trattamenti con luce di lunghezza d’onda a 633 nanometri.
Catalizzando questo processo biologico con Collagenol-633 si può apprezzare un miglioramento della pelle e della sua morbidezza già a cominciare dalla prima seduta che consiste in una applicazione di prodotto e ad un trattamento con Young.


Come la luce elimina le rughe
Il merito del successo del trattamento fotoringiovanente sta nella non-invasività dello stesso e nel fatto che non ha controindicazioni.
La terapia fotoringiovanente infatti ha la proprietà di stimolare direttamente i fibroblasti presenti nella nostra pelle, fornendogli energia sotto forma di luce. Questa energia attiva i fibroblasti che aumentano così la produzione naturale di fibre collagene naturale, il quale rende la pelle più elastica diminuendone la rugosità.


Quali sono i risultati?

  • dopo 10 trattamenti quasi il 70% degli utilizzatori riscontra un netto miglioramento delle rughe sottili nel viso e nel decolleté e un rassodamento della pelle
  • dopo 20 trattamenti la percentuale di soddisfazione sale tra il 70% e il 90% degli utilizzatori 
  • dopo 30 trattamenti il 100% degli utilizzatori, grazie al rassodamento della struttura del collagene, riacquista elasticità, e vede segni e rughe appianate.

Perché allora non regalarsi una bella lampada antietà?


 http://www.sunesteticstore.it/catalogo/384/SOLARIUMRICAMBI.aspx
http://www.sunesteticstore.it/catalogo/948/VisoreStimolazioneCollagene.aspx